Il lancio, avvenuto alle 14: 48 italiane, della Starship S41 con il booster 21 per il 14° test di volo. Credito: SpaceX

Il lancio, avvenuto alle 14: 48 italiane, della Starship S41 con il booster 21 per il 14° test di volo. Credito: SpaceX

Starship Flight 14 raggiunge l’orbita: 26 nuovi Starlink V3 nello spazio

Starship raggiunge l’orbita per la prima volta e rilascia 26 satelliti Starlink V3: un passo decisivo verso la piena riutilizzabilità

Il 28 settembre 2026 Starship ha raggiunto per la prima volta l’orbita terrestre. Il quattordicesimo volo del gigantesco sistema di SpaceX ha rappresentato un passaggio fondamentale nello sviluppo del veicolo, dimostrando la capacità della Ship di raggiungere l’orbita, effettuare un’accensione nello spazio e rilasciare un carico operativo.

A bordo c’erano infatti 26 satelliti Starlink V3, la nuova generazione della costellazione di SpaceX. I satelliti, ciascuno del peso di circa due tonnellate, sono progettati per offrire una capacità molto superiore rispetto alle precedenti generazioni e sono troppo grandi per essere lanciati con il Falcon 9. In futuro, una singola Starship potrebbe trasportarne fino a 60.

La Starship S41 ripresa da uno degli Starlink V3 appena rilasciati. Credito: SpaceX
La Starship S41 ripresa da uno degli Starlink V3 appena rilasciati. Credito: SpaceX

Il risultato è arrivato nonostante un’anomalia a uno dei motori Raptor della Ship. SpaceX ha comunque completato l’inserimento orbitale e il rilascio dei satelliti, modificando successivamente il profilo della missione e anticipando il rientro.

Anche il quadro autorizzativo della missione presenta un elemento interessante. La FAA ha aggiornato la licenza distinguendo formalmente tra volo orbitale e suborbitale, ma l’autorizzazione concessa per Flight 14 è specifica per questo tipo di missione. Il rientro della Ship era consentito soltanto in acqua, in un’area dell’Oceano Pacifico distante almeno 50 miglia nautiche dalla costa. Non era invece autorizzato il recupero sulla torre di lancio.

La Starship S41 durante la manovra di inserzione orbitale. Credito: SpaceX
La Starship S41 durante la manovra di inserzione orbitale. Credito: SpaceX

La licenza prevede inoltre responsabilità economiche fino a 500 milioni di dollari in caso di danni provocati da anomalie, inclusi eventuali detriti o conseguenze sul traffico aereo. Sono contemplati anche scenari nei quali il veicolo, impossibilitato a rientrare, rimanga in orbita fino a 18 mesi.

La Ship ha infine effettuato il rientro e lo splashdown nel Pacifico settentrionale, mentre il Super Heavy ha completato la propria fase di rientro nel Golfo del Messico.

Flight 14 non ha quindi ancora dimostrato la piena riutilizzabilità di Starship, ma ha superato una delle tappe più importanti del programma. Il prossimo obiettivo sarà infatti portare la Ship a un livello ulteriore: rientrare a Starbase e tentare la cattura direttamente con la torre di lancio.

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Con Flight 14, Starship non è più soltanto un veicolo in fase di sviluppo. Per la prima volta ha raggiunto l’orbita e ha iniziato a svolgere una funzione per la quale è stata progettata: portare nello spazio grandi quantità di carico, aprendo la strada alla prossima generazione di Starlink.

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