Per più di un secolo siamo stati abituati all’idea che “nulla è più veloce della luce”. Su questa affermazione ci hanno costruito sopra intere leggi della fisica, definendo i confini di ciò che è “possibile” e di ciò che è “osservabile”. Ma la realtà è ben diversa e a suggerircelo è il vuoto quantistico.
Oggi la scienza ha varcato l’ultima frontiera: nei laboratori del Technion (Israel Institute of Technology situato nella città di Haifa) è stato dimostrato che esistono “punti di oscurità” capaci di muoversi oltre quel limite imposto dalla teoria della relatività di Albert Einstein. Ma in che senso? E quali sono le implicazioni? Analizziamo le risposte.

Nel concreto cosa è stato misurato in laboratorio?
Per la prima volta infatti è stato misurato il vuoto quantistico con estrema precisione. I ricercatori del Technion hanno raggiunto un traguardo fondamentale nell’ottica quantistica, riuscendo a misurare singoli impulsi di vuoto luminoso (BSV) della durata di soli 27 femtoscondi (un intervallo di tempo brevissimo pari a 27 trilionesimi di secondi).
All’interno di questi impulsi di luce ultra-veloci, i ricercatori hanno misurato dei “vortici ottici” capaci di superare il limite imposto dalla teoria di Einstein. Questa è la conferma sperimentale che in realtà il vuoto non esiste. Quello che sembra essere “niente”, in realtà è un oceano brulicante di energia e particelle virtuali che appaiono e scompaiono in frazioni di secondo.

Che ruolo ha il vuoto quantistico nella scienza?
Il vuoto ha un ruolo fondamentale nella struttura dell’universo e nella generazione della massa ed è studiato anche per comprendere la radiazione di Hawking. I ricercatori del Technion analizzano questo stato per comprendere l’energia oscura e la stabilità del cosmo. Il fenomeno ha infatti implicazioni molto importanti sui processi cosmologici e per questo la comunità scientifica continua a indagare e a domandarsi in che tipo di vuoto si trovi il nostro universo.
Secondo la fisica moderna, il nostro universo è il risultato di dell’interazione tra particelle e campi di forza e potrebbe trovarsi in una configurazione di equilibrio detta “falso vuoto”. Questo permette, in linea teorica, la transizione verso livelli di energia più bassi. La transizione potrebbe avvenire a causa di fluttuazioni di energia di origine quantistica o termica che porterebbero decadere nello stato a energia minore, detto “vero vuoto”.
Questo processo prevede la formazione di “bolle” di vero vuoto all’interno del falso vuoto. C’è da precisare però che gli studi attuali sono solo simulazioni, create su apposite piattaforme sperimentali in grado di confermare i modelli teorici, poiché non è possibile accedere direttamente ai processi che hanno avuto luogo subito dopo il Big Bang.
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