Nuovi cerchi concentrici dal telescopio spaziale James Webb

Nuovi cerchi concentrici dal telescopio spaziale James Webb

Il James Webb Space Telescope (JWST) ci regala nuove immagini nell’infrarosso che mostrano cerchi concentrici di materia stellare.

Prima di ottenere questa immagine era possibile osservare soltanto due di questi cerchi concentrici. Ma ora, grazie alla tecnologia ad infrarosso, possiamo riuscire a osservarne almeno 17.
Inoltre, grazie ad ulteriori studi astronomici, è stato scoperto che questi cerchi possono rappresentare uno dei modi con cui la Via Lattea primordiale si è arricchita di composti organici.

cerchi concentrici
Immagine del telescopio James Webb che mette in risalto i cerchi concentrici generati dalle onde d’urto di materiale stellare espulso. Esse sono il risultato dell’interazione di due stelle che orbitano intorno a un baricentro comune.

A cosa è dovuto questo bizzarro fenomeno?

L’oggetto luminoso che vediamo al centro della composizione è un sistema di due stelle. La più luminosa è una stella bianca di almeno 20 masse solari. Classificata come una stella di Wolf-Rayet, il suo nome è WR 140. Le Wolf-Rayet sono stelle giunte quasi al termine della loro vita. Forti instabilità interne le portano a scagliare i loro strati più esterni a velocità di milioni di km/h.

La seconda componente del sistema è una stella di Wolf Rayet blu, ed emette venti piuttosto violenti. Orbitando attorno al loro baricentro comune, le due stelle si congiungono ogni 8 anni. Ed è qui che i loro venti stellari si scontrano, producendo onde d’urto di materiale espulso. I cerchi concentrici messi in risalto raffigurano i bordi delle onde d’urto.

James Webb
Altra immagine del telescopio James Webb che mostra lo stesso fenomeno con maggiore campo visivo e meno risalto.

Quale impatto ha avuto sulla formazione della Terra?

Poiché le Wolf-Rayet sono molto ricche di carbonio, ossigeno e azoto, questi elementi vengono sparpagliati nello spazio circostante. Raffreddandosi diventano polvere, con tanti composti organici. Gli astronomi hanno potuto per la prima volta studiare la loro presenza anche negli anelli più esterni, scoprendo che tali composti sono in grado di sopravvivere alle radiazioni provenienti dalle due stelle. E hanno concluso che questo era il meccanismo principale di diffusione dei composti organici all’interno della galassia. Non ci resta che immaginare il fenomeno verificatosi su larga scala nella Via Lattea e il suo prezioso contributo alla formazione dei composti organici tuttora presenti sulla Terra.

James Webb
I Pilastri della Creazione. Bellissimo confronto grafico tra l’immagine di Hubble (sinistra) e l’immagine di Webb (destra).

Fonte: Chi Ha Paura Del Buio?

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