Il tardigrado, questo famoso animaletto microscopico dalle mille risorse, nella sua “espressione di massima grandezza” in Star Trek veniva usato – anzi meglio dire “sfruttato” – per permettere i famosi salti, da una parte all’altra dell’universo, della USS Discovery NCC 1031.
Certamente questa “trovata” da parte degli sceneggiatori, ha creato grandissimo malumore nei fans più oltranzisti della saga cerata originariamente da Gene Roddenberry.
Ora la scienza, e non la fantascienza, ipotizza che i tardigradi potranno aiutarci a sopravvivere più facilmene su Marte. In particolare, il famoso genetista Chris Mason, professore di fisiologia e biofisica alla Weill Cornell University di New York, afferma che il loro DNA potrà servire per permettere all’uomo di resistere più facilmente alle condizioni estreme di un viaggio interplanetario e alla radiazioni a cui sarebbe esposto.
Basterebbe, secondo sempre lo stesso scienziato, ibridare il nostro DNA con quello del tardigrado, soluzione certamente facile a dirsi ma sicuramente più difficile da ottenere.
Attraverso questo “Editing Genetico” potremo avere anche altri effetti positivi quali quelli di poter permettere, ad un ammalato oncologivo, di resistere maggiormente alla tossicità e agli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia.
Fonte: Space.com
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