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A tal proposito ci piace proporvi e recensire spettacoli che riteniamo possano interessare i nostri lettori, ed è per questo che abbiamo visto Another Life, la serie originale Netflix, dal carattere marcatamente sci-fi, disponibile sulla piattaforma streaming dal 26 luglio scorso.
Questa la scheda:
- Produzione: Halfire Entertainment, Navy Productions.
- Produttore esecutivo/Showrunner: Aaron Martin.
- Regia: Omar Madha e Sheree Folksn.
- Cast: Katee Sackhoff, Justin Chatwin, Samuel Anderson, Blu Hunt, A.J. Rivera, Jake Abel, Alex Ozerov, Alexander Eling, JayR TinacoIl.
Another Life, nella sua prima stagione e per il momento unica, è composta di 10 episodi essenzialmente serializzati. La trama è divisa in due sottotrame: una ha come personaggio di punta Niko Breckinridge, interpretata da Katee Sackhoff, mentre l’altra vede in primo piano Justin Chatwin vestire i panni dello scienziato Erik Wallace, marito di Niko.
Tutto inizia con l’arrivo sulla Terra di un “Artefatto Alieno”, che diventerà oggetto di studio da parte dello scienziato Erik Wallace, mentre Niko Breckinridge sarà il capitano di una missione spaziale, impegnata a scoprire le origini di questo mistero. I due coniugi, attraverso olografiche improbabili collegamenti superluminali comunicheranno istantaneamente tra loro.
Tanti sono gli ingredienti contenuti in Another Life: una astronave, con tanto di equipaggio, capace di viaggiare a “velocità di curvatura”, spazio profondo, pianeti lontani, vita aliena, intelligenza artificiale e tanto altro, elementi che possiamo considerare essenziali per una serie a carattere fantascientifico.
Purtroppo tutto ciò non ha contribuito alla realizzazione di uno spettacolo avvincente ed esaltante. Il risultato è stato un mix di cose viste e riviste. Durante la visione dello show le percezioni di déjà vu sono tantissime.
E’ facile ritrovare elementi e richiami a grandi produzioni di genere, da non considerarsi purtroppo come doverose citazioni, ma più semplicemente come banali e malfatte scopiazzature. Inoltre il livello di recitazione, a parte qualche raro esempio, è talmente basso tanto da avere la sensazione di guardare un B Movie.
Molte sono anche le carenze di una sceneggiatura farraginosa che, a volte, appare forzata nel rappresentare alcuni avvenimenti aggiunti, sembrerebbe, solo per allungare un brodo che, se più ristretto, sarebbe potuto risultare meno insipido. Elementi negativi, questi, amplificati da una regia non attenta e confusa.
A quanto sino ad adesso rappresentato, c’è da aggiungere una carenza estrema nel rigore scientifico, a cui uno spettacolo da considerarsi hard sci-fi deve attenersi obbligatoriamente. Pessime, inoltre, sono le ricostruzioni dei mondi alieni in cui ritroviamo vegetazioni riscontrabili anche sulla terra: “Impossibile immaginare che sia possibile!”.
Comunque non ce la sentiamo di sconsigliarvi totalmente la visione di questa serie, certamente non avvincente, ma che presenta alcuni spunti e momenti interessanti, con una conclusione che apre ad un possibile proseguimento.
Noi speriamo che questa prima stagione possa essere vista come una rampa di lancio, per dare un solido seguito ad uno show purtroppo partito con il piede sbagliato.
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