La Fantascienza Classica: "Ai confini della realtà" episodio "Dimensioni Parallele"

La Fantascienza Classica: “Ai confini della realtà” episodio “Dimensioni Parallele”

Marzo del 1963,In piena corsa per lo Spazio negli Stati Uniti va in onda un episodio di “Ai confini della realtà” (The Twilight Zone) intitolato “Dimensioni parallele“. In Italia l’episodio venne trasmesso per la prima volta nel febbraio del 1969.

L’amore per la fantascienza e per lo Spazio è una rotta che spesso si eredita… e questo è proprio il mio caso! L’Amore per le Scienze in genere e per la Fantascienza, anche quella Classica io lo devo a mio Padre: un uomo innamorato dell’astronomia, dei libri e di quella “missilistica” che un tempo sembrava magia.

Da bambino, tra le sue cose, custodivo un tesoro speciale: le annate complete del 1958 e del 1959 di Scienza e Vita. Sfogliare quelle pagine anni dopo, a sbarco sulla Luna già avvenuto, è stato un viaggio nel tempo al contrario. Lì dentro, la conquista dello spazio non era ancora storia, ma un sogno a occhi aperti, un futuro immaginato dieci anni prima che diventasse realtà. È da quella nostalgia del futuro che inizia questo viaggio… un viaggio che ci porterà ad analizzare, con gli occhi di oggi, l’avventura fantascientifica del passato.

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Ed è proprio con questo sguardo, a metà tra il rispetto per il passato e la consapevolezza del presente, che incontriamo un reperto storico straordinario. Ci troviamo nel marzo del 1963, in piena corsa allo spazio. Negli Stati Uniti va in onda un episodio di Ai confini della realtà (The Twilight Zone) intitolato Dimensioni parallele (The Parallel), scritto dal leggendario creatore dello show Rod Serling. In Italia l’episodio venne trasmesso per la prima volta nel febbraio del 1969.

Visto oggi, nell’era dei portali dimensionali e del multiverso, questo episodio ci mostra come la fantascienza classica sapesse esplorare l’ignoto con una piccolisima frazione dei budget odierni, ma con estrema creatività e con una dose massiccia di pura suspense psicologica.

La Trama: Una frattura tra diverse dimensioni

Il maggiore Robert Gaines (interpretato da Steve Forrest) è un astronauta che, durante un volo orbitale a bordo della sua capsula, perde improvvisamente i contatti radio e sviene. Al suo risveglio si ritrova sano e salvo sulla Terra, ma qualcosa non torna. Piccoli dettagli quotidiani sono fuori posto: la sua casa ha una recinzione che non ricorda, il suo grado militare oscilla in modo strano, nessuno ha mai sentito parlare del Presidente Kennedy e persino sua moglie avverte che l’uomo che ha davanti non è esattamente suo marito. Gaines non è impazzito: è scivolato in una dimensione parallela quasi identica alla sua, e lo spettatore lo accompagna in questo lento, angosciante disorientamento.

Il concetto del Multiverso non solo nel cinema moderno

Rileggere questo classico oggi ci permette di apprezzare l’incredibile intuizione di Rod Serling e di misurare quanto sia cambiato il nostro modo di raccontare l’ignoto. Agli estremi effetti speciali odierni, Serling non poteva far altro che terrorizzarci con una forma psicologica di discrepanza. La paura in Dimensioni parallele non nasce da minacce aliene, ma dall’inquietudine di una realtà alterata. L’ignoto si nasconde dietro un’enciclopedia che non riporta i fatti storici corretti, dietro una bandiera con un numero insolito di stelle, o nello sguardo smarrito di una bambina che trova il padre “diverso”.

“Potete accettarlo o rifiutarlo… Ma creduloni o increduli, non affannatevi a chiedere prove che sia potuto accadere. L’obbligo è una sfida inversa: dimostrate che non potrebbe accadere. [Cit. Rod Serling: narrazione finale episodio].

Negli anni in cui mio padre sfogliava quelle riviste sognando la Luna, lo spazio era l’ultima frontiera, un luogo carico di speranze ma anche di profondi timori ancestrali. L’idea che l’orbita terrestre potesse nascondere una “crepa” nello spazio-tempo era lo specchio perfetto delle ansie tecnologiche della Guerra Fredda. Oggi quella paura si è evoluta, ma la figura dell’astronauta smarrito nell’infinito continua a essere uno dei cliché più potenti del cinema moderno, basti pensare a pellicole come Interstellar, The Martian o alla più recente Project Hail Mary.

Concludendo

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Anche se la risoluzione dell’episodio, con il rientro del protagonista nella sua corretta linea temporale e la speculazione che la sua controparte abbia fatto lo stesso tragitto inverso, può apparire oggi un po’ ingenua e sbrigativa, Dimensioni parallele resta un pezzo di televisione straordinario. Questo episodio è la dimostrazione che per fare grande fantascienza non servono sempre enormi budget, ma la capacità di guardare l’orizzonte e immaginare l’impossibile. Proprio come facevano quegli scienziati e sognatori sulle pagine di Scienza e Vita alla fine degli anni ’50, regalandoci, senza saperlo, la mappa per il nostro futuro.

L’episodio Dimensioni Parallele può essere fruito gratuitamente grazie al canale Midnight Tales su Youtube:

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