Nell’universo fantascientifico di Star Trek la norma fondamentale su cui si fonda la Federazione Unita dei Pianeti è la cosiddetta “Prima Direttiva” che, contrariamente all’art 1 della Costituzione, non sancisce una repubblica basata sul lavoro piuttosto impone di non interferire con il normale sviluppo della vita e della società di qualunque specie aliena, in particolar modo se non hanno ancora sviluppato la capacità di viaggiare più velocemente della luce. La Prima Direttiva, quindi, si applica anche a quelle specie capaci di viaggiare tra le stelle ma che hanno deciso di non aderire alla Federazione, viceversa potrebbero esservi specie aliene che non hanno sviluppato tale tecnologia ma che malgrado ciò sono venute ugualmente a contatto con realtà a loro aliene.
Lo sparti acque rappresentato dalla tecnologia dei viaggi a velocità superluminali è, in definitiva, solo un punto di riferimento per ipotizzare quanto sia effettivamente pronta una società che, si suppone, abbia nel contempo acquisito maggiore consapevolezza nel ragionare come specie in un universo sconfinato e non come singola comunità in un mare di nazioni su un pianeta sperduto nel cosmo.
Questa norma fu ideata da Theodore Sturgeon per l’episodio Amok Time della serie classica e naturalmente nel corso degli anni è stata adeguata, ampliata e rivista abbastanza da definire capillarmente il concetto di non interferenza tant’è che ad oggi possiamo considerarla una delle più probabili soluzioni al paradosso di Fermi, ossia “se l’universo pullula di vita, dove sono tutti quanti?”. In effetti il paradosso di Fermi presenta svariate possibili soluzioni:
La prima, e la più semplice: siamo soli. Ma questa ipotesi con le scoperte che giornalmente riceviamo dall’osservazione dello spazio ci sentiamo di considerarla quantomeno improbabile, se non impossibile.
La seconda ipotesi: siamo troppo lontani. Anche questa ipotesi, per quanto sotto certi aspetti “affascinante”, ci sentiamo di scartarla in quanto i limiti posti dalla relatività generale non si applicano, ad esempio, alla trasmissione di onde elettromagnetiche. Dovremmo supporre quindi che, in contrasto con l’equazione di Drake (che stima in almeno 600 le possibili civiltà evolute presenti nella nostra galassia), siamo soli nel nostro “circondario” ed anche questo è sempre più difficile da accettare.
Terza ipotesi: non vogliono comunicare con noi. Ed ecco che la Prima Direttiva comincia a prendere prepotentemente forma.Dovremmo naturalmente capire perché non vogliono comunicare e non necessariamente la risposta potrebbe essere “perché non siamo pronti” o “perché non vogliamo interferire”. Ad esempio il noto scrittore Liu Cixin propone una teoria, detta della “foresta oscura” nella quale sostanzialmente ogni civiltà comprende bene che potrebbe esporsi al rischio di contattare civiltà ancor più evolute che finirebbero con l’annientare la civiltà più debole al solo scopo di acquisirne le risorse. Lo stesso timore venne espresso anche dal Prof. Stephen Hawking esemplificando il tutto con l’atteggiamento dei conquistatori arrivati nelle Americhe all’indomani della scoperta di Colombo. Questo rischio spingerebbe le civiltà a nascondersi come appunto in una foresta.Tuttavia l’ovvia obiezione alla teoria della foresta ci viene proprio da noi stessi che, invece, ci comportiamo in maniera diametralmente opposta facendo fin troppo “rumore” per farci ascoltare, per calcolo delle probabilità esisteranno sicuramente altre civiltà con la nostra stessa “sconsideratezza”.
Altra ipotesi: non siamo noi in grado di comunicare. In effetti la vita come la conosciamo potrebbe svilupparsi in maniera molto differente su altri pianeti e questo potrebbe portare al paradosso che l’apparente silenzio sia invece ricolmo di segnali di ogni tipo. La naturale, conseguente, obiezione è che se, ad esempio, io voglio comunicare con una persona che parla in inglese e lui non è minimamente in grado di comprendere l’italiano e nemmeno di provare ad impararlo o io faccio lo sforzo di imparare l’inglese oppure nessuna comunicazione è possibile. Per cui appare difficile ammettere che, posta l’esistenza di centinaia di potenziali civiltà, nessuna abbia pensato di adeguarsi ai nostri sistemi di trasmissione e ricezione.
Ultima ipotesi: la Prima Direttiva, o qualcosa di molto simile. Dobbiamo prima di tutto supporre l’esistenza di una o più specie aliene che si trovano in uno stadio evolutivo superiore, ma questa è la premessa di ogni ipotesi che contempla la capacità di viaggiare nello spazio o nelle dimensioni (poiché non dobbiamo sottovalutare l’ipotesi che sia possibile spostarsi anche tra diverse dimensioni) ed è anche la premessa perché vi siano una o più civiltà capaci di mettersi in contatto. Entriamo in un cosmo (è il caso di dirlo) pressoché infinito di ipotesi in cui il fatto essenziale è proprio la possibilità che ogni possibilità sia effettivamente possibile (perdonate il gioco di parole). Per questa ragione sono attendibili le ipotesi di civiltà che semplicemente attendono che la smettiamo di litigare tra popoli e cominciamo a ragionare come specie, civiltà che attendono il nostro progresso tecnologico ed anche civiltà il cui unico scopo è depredarci (di cosa non è dato sapere, o per lo meno non azzardo ipotesi).
Nello sviluppare meglio il ragionamento ci viene in aiuto l’Ufologia che non solo non esclude queste possibilità ma ne formula ulteriori e soprattutto ci fornisce prove molto più concrete di quello che saremmo disposti a credere. Certo, scrutare il cielo oggi è davvero un’impresa ardua visto il traffico di aerei, satelliti, droni e persino lanterne cinesi (anche se siamo in Abruzzo o Molise).Tuttavia quello che sappiamo oggi è che gli UFO sono reali, siano essi veicoli sperimentali super segreti costruiti dall’uomo oppure fenomeni effettivamente inspiegabili che, possiamo dire da sempre, coinvolgono tante di quelle persone per cui è oggettivamente impossibile dubitarne.
Qui non stiamo a sentenziare che effettivamente sulla Terra siano sbarcati omini dalla pelle grigia, le lenti a contatto scure e dalle capacità telepatiche anche se constatare che i delfini hanno praticamente le medesime caratteristiche è in qualche modo affascinante e ci pone all’attenzione altri quesiti, ad esempio: e se non fossimo noi umani destinatari di eventuali trasmissioni aliene? (il tema di Star Trek IV, per intenderci). Fatto è che l’ufologia ci dice che pur con le dovute accortezze (e non senza imprevisti) siamo oggetto dell’interesse di civiltà aliene. Veniamo osservati, a volte anche studiati, in qualche caso aiutati e anche terrorizzati (quando non addirittura rapiti) e se si accetta ciò il minimo è imbattersi in qualche prodotto nato da progetti di retro ingegneria aliena e che oggi utilizziamo comunemente. Quindi qual è la soluzione del rompicapo di Fermi, siamo soli, viviamo tanto lontano da essere irraggiungibili oppure non è ancora il caso di esporre l’uomo ad un primo contatto? Comunque la si pensi la Prima Direttiva resta un compromesso concreto, possiamo solo sperare che arrivi presto il 2063 o, in alternativa, che nasca presto il nostro Zefram Cochrane.
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