Il crossover tra Star Trek: Strange New Worlds e Doctor Who è stato molto più vicino alla realizzazione di quanto sapessimo. Non si era infatti fermato a qualche conversazione informale tra gli autori: Russell T Davies e Steven Moffat avevano già prenotato i biglietti per Los Angeles per lavorare direttamente con la writers’ room di Strange New Worlds.
La nuova rivelazione arriva dallo stesso Davies, intervenuto il 12 ottobre nel podcast Pilot TV, dove ha raccontato quanto concretamente i due franchise avessero provato a incontrarsi.
Davies e Moffat erano pronti a partire per Los Angeles
Davies ha confermato che sia il team di Doctor Who sia quello di Strange New Worlds erano fortemente interessati al progetto. Il lavoro era arrivato al punto che lui e Steven Moffat avevano organizzato un viaggio negli Stati Uniti per entrare nella stanza degli sceneggiatori e capire concretamente come costruire la storia.
E l’idea avrebbe potuto essere persino più ambiziosa di un semplice episodio speciale: si stava discutendo della possibilità di sviluppare il crossover su più di un episodio.
Davies voleva inoltre che l’incontro avvenisse proprio con Strange New Worlds, perché per lui il punto fondamentale era vedere il Dottore salire a bordo dell’Enterprise. Tra le possibilità discusse c’erano anche Spock e Christine Chapel coinvolti in un’avventura all’interno del TARDIS.
A fermare tutto sono stati ancora una volta i diritti
Il problema, come già emerso dalle precedenti dichiarazioni di Akiva Goldsman, non è stato quindi creativo. A bloccare il progetto sono state soprattutto le difficoltà nel trovare un accordo tra Paramount e Disney sulla gestione di due proprietà intellettuali così importanti.
Davies ha raccontato che alla fine i biglietti furono cancellati e il viaggio non avvenne, pur lasciando intendere che le idee sviluppate fossero già numerose.
Su Extra Trek, il nostro Gianni Tagliaferri aveva già ricostruito a giugno la lunga storia dei tentativi di unire Star Trek e Doctor Who. Le nuove parole di Davies aggiungono però un dettaglio fondamentale: questa volta il progetto non era soltanto un desiderio degli autori. Era arrivato abbastanza avanti da prevedere incontri di lavoro, viaggi già organizzati e una possibile storia sviluppata su più episodi.
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