“Strani nuovi mondi sparsi nella vastità dell’universo, nuove forme di vita e nuove civiltà, è lì che stiamo per arrivare, dove nessuno è mai giunto prima…”.

No, non stiamo parlando di Star Trek, ma stiamo invece per parlarvi di Alien Worlds, la docuserie inglese in quattro puntate, pubblicata sul servizio Streaming Netflix dal 2 dicembre scorso.
Nella nostra versione viene ribattezzata Mondi Alieni e narrata da Alessandra Cassioli, già voce italiana di B’Elanna Torres in Star Trek: Voyager.
Alien Worlds, in ogni episodio, esamina minuziosamente un singolo esopianeta, descrivendo gli ipotetici scenari che possiamo lì trovare e gli esseri che potrebbero popolarlo.
Atlas è una super terra, due volte piu massiccia del nostro mondo e con una atmosfera due volte più densa, In questo primo “strano nuovo mondo” troviamo degli esseri volanti che per tutta la loro vita galleggiano in questa aria “pesante”, cibandosi di soli semi volanti e minacciati da dei predatori dall’aspetto curioso che scendono e salgono di quota gonfiandosi e sgonfiandosi di gas.


Janus invece è un pianeta ostile che rivolge sempre la stessa faccia al suo sole, ecco quindi condizioni assai ostiche per lo sviluppo di forme di vita complesse, ma anche qui troviamo una sorta di animale fornito di cinque arti, capace di resistere in ambienti estremi.

Eden, come lo stesso nome suggerisce, ha invece condizioni favorevoli, orbitando attorno a due stelle e, conseguentemente, irraggiato da tanta luce che favorisce lo sviluppo di animali simili a dei piccoli primati, veloci e scaltri. Questo pianeta ha una folta vegetazione, fitti boschi e complessi sottoboschi in cui proliferano dei funghi, i quali comunicano tra loro attraverso la rete miceliare (ecco anche qui un parallelismo con Star Trek), regolando così il ciclo della vita.


Certamente la narrazione è affascinante, il continuo confrontare il pianeta di turno con il nostro Mondo facilità la visione, fornendo così dati prettamente scientifici in maniera più fruibile.
Cosà dire invece dell’aspetto essenziale dello show, ovvero la creazione immaginaria di altre forme di vita in ambienti a volte ostili? Bene, le leggi che regolano l’evoluzione plasmano gli esseri viventi in base all’ambiente in cui si trovano, rendendo gli stessi adatti e, soprattutto, efficaci quali parte integrante del sistema.
A nostro avviso in questa serie non sempre ciò che viene immaginato può avere tutte le caratteristiche che in una natura, anche aliena, un essere dovrebbe avere, tanto che vediamo dei predatori non molto “efficaci”, avendo una tattica di cattura ed una forma anatomica abbastanza discutibile, quindi non “efficaci” per l’ambiente in cui vivono.
Al di là di questo, Alien Wolds si lascia guardare e i 45 minuti, questa la durata di ogni episodio, scorrono velocemente.
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