Il destino della terza stagione di Star Trek: Starfleet Academy rimane ancora non confermato ufficialmente, in un momento storico in cui il franchise sta vivendo una vera e propria pausa dalle nuove produzioni. Tuttavia, dietro le quinte si respira un’aria di assoluta e contagiosa tranquillità. La seconda stagione, le cui riprese si sono concluse di recente, terminerà con un vero e proprio cliffhanger; una scelta creativa audace, considerando che il semaforo verde per un rinnovo non è ancora arrivato. Eppure, il produttore esecutivo e regista Olatunde Osunsanmi predica calma e positività: “È la città della positività qui,” ha scherzato durante una recente intervista. I set della serie si trovano attualmente a Toronto, ridotti alla loro struttura base come da prassi tra una stagione e l’altra, pronti a essere riallestiti non appena arriverà la chiamata. Una situazione di “standby” fisiologico che accomuna Academy anche al potenziale sequel di Strange New Worlds, Star Trek: Year One: come emerso di recente, il progetto per il primo anno di comando di Kirk è già stato presentato ai vertici degli studios e, fortunatamente, le gloriose scenografie dell’Enterprise sono per ora ancora intatte e salve in attesa di un verdetto. Paramount+, CBS e Skydance si stanno prendendo il tempo necessario per valutare il futuro dell’intero universo di Star Trek, e la squadra produttiva sembra ben lieta di assecondare queste tempistiche senza farsi prendere dall’ansia.
Uno sguardo al futuro tra certezze e nuove tecnologie
A fornire i dettagli di questo clima disteso è stato Anthony Pascale in un recente aggiornamento per TrekMovie, il quale ha avuto modo di intercettare Osunsanmi in occasione degli ultimi Saturn Awards. La chiacchierata si inserisce in un momento storico molto particolare per il franchise: come sappiamo, per la prima volta in oltre un decennio non ci sono nuove serie di Star Trek attualmente in produzione. Un dettaglio che tuttavia non scalfisce Osunsanmi, il quale continua a godersi il successo del suo lavoro (sottolineato anche dalla recente vittoria di un NAACP Image Award per il film Section 31) e si ritiene fortunato per aver vissuto finora in quella che definisce una vera e propria “bolla di Star Trek”, protetta dalle fisiologiche incertezze del settore.
Tecnologia e grandi ritorni per i prossimi episodi
A fare da contorno a questa fiduciosa attesa verso il futuro, ci sono ovviamente i progetti già in cassaforte. L’esplosivo finale della prima stagione, in arrivo a brevissimo e diretto dallo stesso Osunsanmi, promette livelli di fiamme e dramma raramente visti in concomitanza nella saga. Guardando invece alla seconda stagione già girata, la produzione ha spinto sull’acceleratore tecnologico introducendo un terzo “AR wall” simultaneo dedicato alla nuova infermeria, preferendo girare prevalentemente in teatro di posa piuttosto che in esterna. Infine, la struttura dietro la macchina da presa ha subito lievi modifiche, passando a registi assegnati a singoli episodi (incluso il produttore esecutivo del franchise Alex Kurtzman per l’attesissimo finale della seconda stagione) pur mantenendo lo stile narrativo coerente e avvincente che ha caratterizzato il primo ciclo di lezioni.
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