Formalmente classificato come LHS 475 b, l’esopianeta in questione è roccioso e ha dimensioni pari al 99% della Terra. In precedenza il James Webb ha già osservato e analizzato altri esopianeti accertati, ma questa è la prima volta che ne conferma la presenza.
Il team di ricerca preoposto alle osservazioni ha scelto il sistema stellare LHS 475 dopo aver esaminato i dati provenienti dal Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS), lanciato nel 2018 dalla NASA. Lo spettrografo nel vicino infrarosso NIRSpec di Webb è riuscito a individuare facilmente l’esopianeta con l’osservazione di soli due transiti di fronte alla sua stella.
“Webb ci sta avvicinando sempre di più a una nuova comprensione dei mondi simili alla Terra al di fuori del Sistema Solare, e la missione è solo all’inizio.”, afferma Mark Clampin, direttore della divisione di astrofisica presso il quartier generale della NASA.

Osservare il transito dell’esopianeta mediante la curva di luce.
Il Webb, tra i telescopi attualmente operativi nello spazio, è l’unico in grado di esaminare le atmosfere di esopianeti con dimensioni simili alla Terra. Grazie a NIRSpec, i ricercatori hanno prodotto una curva di luce che rappresenta il transito dell’esopianeta di fronte alla sua stella.
Il pianeta orbita attorno a una nana rossa, a circa 41 anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Ottante. Esso completa un’orbita in soli due giorni terrestri. E sebbene sia molto vicino alla sua stella, essa ha una temperatura molto più bassa rispetto al Sole. Pertanto i ricercatori deducono che il pianeta può avere un’atmosfera, e che questa non tenda ad evaporare.

Le analisi spettrografiche dell’esopianeta non sono del tutto chiare.
Il team di ricercatori ha inoltre tentato di valutare cosa c’è nell’atmosfera del pianeta. Per farlo ha analizzato il suo spettro di trasmissione ottenuto con NIRSPec, grazie al quale si possono dedurre gli elementi chimici presenti nell’involucro planetario.
In realtà, Webb non ha osservato una quantità rilevabile di alcun elemento o molecola. I dati nel grafico sono coerenti con uno spettro rappresentativo di un pianeta privo di atmosfera. Tuttavia, anche se il team non è riuscito a concludere quali elementi siano presenti nell’atmosfera, è stato comunque in grado di escludere un’atmosfera densa dominata dal metano (come quella di Titano, la luna di Saturno).

Arrivando là dove nessuno è mai giunto prima…
Nonostante le imperfezioni scientifiche, non va sottovalutato l’enorme potenziale del telescopio Webb. Grazie ad esso abbiamo la possibilità di esplorare strani nuovi mondi, e perché no, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà. Con il tempo la NASA sarà in grado di potenziare le sue capacità di rilevazione ed estrapolazione dei dati, ottenendo rappresentazioni sempre più dettagliate. L’avventura attraverso i mondi e le profondità del cosmo è appena iniziata, e c’è ancora tanto altro da scoprire.
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