Il Tardis sul ponte dell’Enterprise è uno di quei sogni da fan che sembrano troppo grandi per diventare realtà. Eppure, per due volte nella storia della TV, il crossover tra Star Trek e Doctor Who è stato a un passo dal concretizzarsi.
Negli ultimi mesi i numerosi fan accomunati dall’amore per i due franchise di fantascienza sono tornati a sperare, ciò a seguito delle dichiarazioni di Akiva Goldsman, co‑showrunner di Star Trek: Strange New Worlds. Goldsman ha infatti confermato che ci sono state conversazioni concrete con Russell T. Davies, l’uomo che ha rilanciato Doctor Who nel 2005 e che oggi ne guida nuovamente la direzione creativa. L’obiettivo? Un crossover moderno tra Paramount+ e BBC, con la distribuzione globale gestita anche da Disney. Un progetto enorme, pensato come evento televisivo capace di unire due dei più longevi universi sci‑fi della storia.
In realtà, Davies aveva già provato a far incontrare i due mondi nei primi anni Duemila: il suo piano prevedeva l’arrivo del Tardis del Nono Dottore direttamente sulla NX‑01 del Capitano Archer. Purtroppo la cancellazione prematura di Star Trek: Enterprise nel 2005 vanificò il progetto.
Vent’anni dopo, la nuova stagione di Doctor Who ha inserito un riferimento diretto a Star Trek: il personaggio noto con il nome Ruby Sunday cita la serie come finzione televisiva, e il Quindicesimo Dottore risponde con un sorriso: “Dovremmo andarci, prima o poi”. Un momento che i fan hanno interpretato come un chiaro segnale di coesistenza dei due Universi, in effetti non così distinti.
Dall’altra parte, Strange New Worlds ha introdotto Pelia, l’aliena Lanthanitica interpretata da Carol Kane. Immortale, eccentrica, con millenni di storie alle spalle che, in un episodio ha accennato di aver incontrato il Dottore durante i suoi lunghi secoli vita. Gli sceneggiatori del resto hanno ammesso che una figura così sarebbe perfetta come “ex compagna di viaggio” del Dottore. Akiva Goldsman lo ha detto senza giri di parole: “Pelia sul Tardis ci sarebbe salita domani mattina”.
E allora perché il crossover non è mai partito? La risposta è semplice: diritti, copyright e burocrazia. Coordinare le tempistiche di produzione tra Paramount+ e BBC, allineare contratti blindati da decenni e gestire la distribuzione internazionale è risultato più complicato di una missione dell’Enterprise nella Zona Neutrale. Per ora, l’unico incontro ufficiale tra i due universi resta quello del fumetto Assimilation² (IDW, 2012), dove l’Undicesimo Dottore e il Capitano Picard affrontano una minaccia congiunta Borg‑Cybermen.
Il sogno è davvero svanito? Questo non ci è dato sapere! Ma nella fantascienza, e nelle intricate anomalie del tempo e dello spazio nulla è mai definitivo. L’immagine del Dottore che cammina sul ponte dell’Enterprise — magari accanto a Archer, Pike, Spock o Kirk — resta una delle più affascinanti “occasioni mancate” della storia di Star Trek e del Doctor Who.
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