All In, STAR TREK: DISCOVERY 408, LA RECENSIONE DELL’EPISODIO “ALL IN”

Star Trek: Discovery 408, la recensione dell’episodio “All In”

Quando in una partita a carte la posta in gioco è il destino dell’Universo. È così che potremmo riassumere l’ottavo capitolo della quarta stagione di Star Trek: Discovery, primo episodio trasmesso dopo la lunga pausa di metà stagione conclusasi con “Connettere”.

La serie creata da Bryan Fuller e Alex Kurtzman è disponibile sul canale Sci-Fi della nuova piattaforma streaming Pluto TV. L’appuntamento è alle ore 21,00 di ogni venerdì, in replica sempre alla stessa ora nei due giorni successivi. Ecco la recensione di Star Trek: Discovery 408, “All In”.

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All In

Star Trek: Discovery 408, “All In” – La trama (no spoiler)

la USS Discovery ha il compito di arrestare Ruon TarkaCleveland Booker per il furto del motore a spore sperimentale. I due intendono neutralizzare la minaccia della Specie Sconosciuta chiamata 10-C, in contrasto con le direttive dettate dal Consiglio della Federazione. Michael Burnham e il Comandante Owosekun seguono i due sul pianeta di Porathia, al di fuori della giurisdizione della Federazione. Burnham e Book si incotrano in un losco locale chiamato Karma Barge, gestito da un alieno di nome Haz Mazaro (Daniel Kash).

La recensione di Star Trek: Discovery 408, “All In”

All In è stato scritto da Sean Cochran e diretto dalla coppia Christopher J. Byrne e Jen McGowan. L’episodio precedente si è chiuso con un vero e proprio cliffhanger, dove vediamo la fuga di Book (David Ayala) e Tarka (Shawn Doyle) con in mano un motore della Federazione ancora sperimentale. Pertanto da questo nuovo capitolo potevamo aspettarci un prosieguo estremamente scoppiettante e certamente più adrenalinico. Invece gli autori hanno scelto una strada diversa, confezionando l’episodio come un “cuscinetto” tra le precedenti vicende dal tenore più serioso e l’eventuale evoluzione della narrazione che potrebbe prospettarsi più drammatica.

A dire il vero “All In” sembra contenere elementi che forse sarebbe stato meglio trattare in più episodi e non così marginalmente come è stato fatto, anche per poter dar uno spazio maggiore al focus principale della narrazione, ovvero la partita a carte in un tavolo a 4 in cui vediamo Michael Burnham (Sonequa Martin-Green) e Book giocarsi il destino dell’Universo. Certamente questa sottotrama avrebbe meritato un trattamento migliore, per poter delineare più approfonditamente le altre figure in gioco e, nel contempo, descrivere meglio il losco locale e il suo bizzarro titolare. Un covo questo di malfattori, truffatori e loschi traffici che ci riporta alla mente forse più “La taverna di Mos Eisley” di Star Wars, che “Il Bar di Quark” in Deep Space Nine.

Buona comunque l’idea di dare finalmente un po’ di spazio al Comandante Joann Owosekun, chiamata amichevolmente “Oh Wow” (Oyin Oladejo), così da poter apprezzare le sue doti fisiche in un avvincente combattimento corpo a corpo, all’interno di una gabbia in stile Riddick.

In conclusione…

L’ambientazione criminale è lo spirito ironico e frivolo dell’intero episodio sono certamente un gradito sollievo alle vicende viste nei precedenti episodi. In definitiva un episodio scorrevole nella visione, divertente e gradevolmente leggero.

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