Another Life copertina

ANOTHER LIFE: spunti e riflessioni non solo sulla serie targata Netflix

Due anni dopo l’uscita della sua prima stagione su Netflix e a pochi mesi dalla diffusione della seconda, ci è apparso utile ritornare a vedere Another Life, farci qualche domanda e, probabilmente, non darci nessuna risposta.

Quale premio ad Another Life?

Bisogna premettere che, se ci fosse un premio al quale Another Life potrebbe senza dubbio ambire sarebbe una “Palma d’Oro” per l’altissimo numero di recensioni negative ricevute.

La trama

Eppure ci eravamo tutti incuriositi quando una misteriosa astronave a forma di “nastro di Möbius” si era schiantata sul suolo americano (e dove se no?), trasformandosi in un gigantesco minerale scintillante ed obbligando le alte sfere militari ad inviare la loro astronave più moderna, la Salvare, verso il sistema solare Pi Canis Majoris, alla ricerca di un’altra forma di vita.

Ne era seguito che, mentre il marito Erik, scienziato, era rimasto sulla Terra a studiare i silenzi granitici della roccia aliena e a fare il papà, l’intrepida moglie Nico, astronauta-ninja, era partita all’avventura nello spazio con una ciurma di ragazzini poco più che ventenni, ai quali qualcuno aveva dimenticato di fare i test psicoattitudinali. Da questa premessa era iniziata una sarabanda di avventure a cui l’originalità faceva spesso difetto e la cui consequenzialità narrativa ha dato dei mal di testa anche ai più incalliti ammiratori di David Lynch.

Another Life
L’Astronave Aliena in Another Life

Le nostre considerazioni non solo su Another Life

Ora, senza metterci anche noi a sotterrare Another Life con un ulteriore carico di critiche acide e scontate, ci soffermeremo piuttosto su alcuni temi specifici che meritano una riflessione, ponendoci alcune domande, nella speranza che almeno alcune di esse possano trovare una risposta positiva all’uscita della seconda stagione.

Gender equality e inclusività attiva

Saprà Another Life evolvere ed essere moderna e inclusiva senza continuare ad essere una collezione di figurine al limite del grottesco?

Il tentativo di invertire i classici ruoli di genere o di inserire nella trama personaggi non binari e relazioni poliamorose è certamente apprezzabile, anche se non si riesce a non biasimare la superficialità con la quale questa scelta è stata messa in pratica.

Sembra quasi di vedere gli autori chiedersi: “Allora il ragazzo omosessuale lo abbiamo messo? E la persona transgender?”. Questa prima stagione pare spesso voler riempire delle quote di rappresentatività piuttosto che dare un vero peso e valore ai personaggi che mette in scena. Si può decisamente fare di più senza essere eroi! Tuttavia la domanda di cui sopra può tranquillamente essere allargata ad altre serie in corso o a future produzioni. Sarebbe giusto pretendere un’inclusività vieppiù attiva ed artisticamente coerente nell’ambito delle opere cinematografiche, siano esse mainstream oppure no.

LEGGI ANCHE : LA RECENSIONE DI SKYFIRE, IL NUOVO FILM CATASTROFICO CINESE

Il tormento interiore

È possibile creare un’opera fantascientifica senza che il capitano di turno passi il suo tempo fra i tormenti dei suoi sensi di colpa?

Sembra che ormai questa sia la tendenza prevalente nei film o nelle serie di fantascienza; è una tendenza che rende qualsiasi prodotto di questo tipo pesantemente melodrammatico e spesso paradossale. Pensiamo per esempio agli innumerevoli pianti di Micheal Burnham in Star Trek: Discovery o al pesantissimo senso di colpa di Joseph Cooper, protagonista di Interstellar. Si tratta di un espediente narrativo ormai logoro e incrociamo tutti le dita che, nella seconda stagione di Another Life, Nico abbia finalmente fatto pace col suo passato.

Another Life 2 saprà rivelarci qualcosa sul nostro futuro prossimo?​

La fantascienza è quel genere che, meglio di altri, permette di creare scenari futuristici immaginari, ma verosimili, pur continuando a parlarci della nostra contemporaneità. Uno degli aspetti più frustranti di Another Life è certamente quello di non raccontarci il mondo nel quale la sua trama si sviluppa, se non attraverso indizi casuali e senza seguito.

Ci viene per esempio detto che alcune zone del mondo prima abitate sono adesso sott’acqua. Possiamo quindi dedurre che vi sia stata una catastrofe naturale a causa del surriscaldamento globale, ma non abbiamo ulteriori indizi in merito. In un altro momento, ci viene detto che esiste una Corea unita e sembra che, per qualche ragione, questo stato non sia in buoni termini con gli Stati Uniti. Perché? Come è evoluta la geopolitica nel futuro immaginato da Another Life?

Come Star Trek: Deep Space Nine insegna: storia, geopolitica e relazioni diplomatiche conferiscono spesso un valore aggiunto alle narrazioni fantascientifiche. Non possiamo che augurarci una seconda stagione con meno scenate isteriche inutili a bordo della Salvare, e più dettagli interessanti che ci raccontino non solo quello che forse saremo tra un centinaio d’anni, ma anche quello che siamo oggi o potremmo presto essere.

In breve:

“we are waiting for another Another Life…”

Incrociamo le dita!

Informazioni Autore