ATTENZIONE
riferimenti espliciti agli eventi già da tempo narrati in The Clone Wars, Rebels e solo piu’ recentemente in The Mandalorian. Tu, proprio tu con l’Hyperdrive in avaria, stai alla larga o
NON VENIRE A PIANGERE SPOILER COME FOSSI UN MYNOCK.

Il Ritorno di Ashoka
E’ di questi giorni l’esordio live action del personaggio più amato della Saga tra quelli non targati preminentemente George Lucas, quella Ashoka Tano che si ripresenta nella galassia lontana lontana per la prima volta in carne e ossa, facendolo in tutta la drammatica potenza del suo lunghissimo, importantissimo e malinconico percorso di vita.
A coloro che, ahimè, non la conoscevano ancora (e il primo che comincia con “i personaggi veri sono solo quelli dei film gne gne gne…” verrà immediatamente dato in pasto al Sarlacc), posso dire che questo nuovo importantissimo incontro è assai più profondo e AFFASCINANTE delle due spadelaser bianche brandite in maniera entusiasmante e letale dalla ex Padawan bambina di Anakin.
Ahoka è la principale testimone e depositaria della tragica storia del Prescelto. Lei, più di chiunque altro, si, anche più di Obi Wan, lei…che affrontò Vader come Kenobi, ma con la disperazione più intima di chi, dopo aver già perso tutto ciò che amava e in cui credeva, non stava “soltanto” perdendo un fratello, ma aveva appena scoperto la tragica fine dell’ultimo faro della propria intera esistenza. Il destino con Ashoka è crudele, quasi quanto lo è con lo stesso Anakin. Abbandona l’Ordine dei Jedi perdendo la fiducia in esso ma anche e soprattutto nel proprio ruolo, sopravvissuta e reietta allo stesso tempo, scoprirà che colui che aveva ispirato più di ogni altro l’agire della sua rettitudine, è rimasto vittima del peggiore dei destini. La sua sensibilità femminile la rende più empatica di Luke nel tragico momento della rivelazione, quando a differenza del “giovane fattore”, che sconfitto si lascia cadere, lei decide di restare:
“Stavolta non ti lascio…stavolta rimango!”
Tuttavia la Ashoka che abbiamo ritrovato nel capitolo 13 del Mandaloriano (The Jedi), non è piu’ la “furbetta” di un tempo, è una donna (pardon una Togruta) matura, il risultato del magnifico percorso narrativo che dalla sua prima missione, durante la battaglia di Christophsis (nel film The Clone Wars del 2008), l’ha portata attraverso tutta la guerra dei cloni fino al momento tristissimo dell’ordine 66 e della nascita dell’Impero, interludio narratoci splendidamente dalla chiusura della stagione 7 e della stessa serie di The Clone Wars, con qualità superlativa analoga a quella “cinematografica” dei momenti migliori. Ashoka perderà tutto ciò che fino a quel momento aveva rappresentato qualcosa nella sua vita, ma resterà comunque in piedi. Grande come i più grandi, nel ruolo di Fulcrum si farà carico delle sue responsabilità nel momento più cupo, durante l’oscurantismo, dimostrandosi più jedi di un jedi, proprio lei che jedi non lo è piu’ come spesso sottolinea con fermezza.

In Rebels si ritroverà faccia a faccia con il suo passato, dopo uno struggente addio incontrerà ancora Rex, aiuterà Ezra and co., piangerà e poi affronterà il suo vecchio Maestro, tornerà dal Mondo tra i Mondi, e ancora la ritroveremo lì su Corvus, ad aggirarsi implacabile come uno spietato mastino all’inseguimento di Trawn, nella desolazione di un mondo devastato, spazio simbolico del suo percorso di vita ma non assolutamente della sua fiera e indomabile determinazione.
Proprio il suo ritorno dal Mondo tra i Mondi dopo la già importantissima esperienza su Mortis, ce la riconsegna così importante nella Saga da farcela percepire come fosse esistita da sempre, al pari dei personaggi della trilogia classica.
Per coloro che però se lo fossero perso, c’è un momento, un solo momento, che getta un ombra di terribile responsabilità sul passato della ex Furbetta.
Nell’atto finale di The Clone Wars, dopo essere venuta a conoscenza da Maul del fatto che Anakin era divenuto il nuovo apprendista del Signore dei Sith, Ashoka si ritroverà davanti a Yoda che, percependo il conflitto emozionale in lei, così la interroga:
“Ashoka, altro da dire hai tu? Un messaggio per Skywalker magari..?”. La sua laconica risposta, dopo una sofferente esitazione, sarà :”……No Maestro, grazie, glielo dirò di persona…”

Con ogni probabilità Ashoka, dopo il suo dolcissimo interludio con Grogu, non sta pensando solo ad Anakin quando afferma di aver già assistito alle nefaste conseguenze dell’attaccamento e della perdita.
Le emozioni di Grogu l’hanno immediatamente riportata lì, davanti a Yoda, a sentire tutto il peso e la responsabilità di quel suo silenzio determinato proprio dall’attaccamento al suo maestro e dalla paura di quella perdita; un attaccamento e una paura che le avevano impedito di accettare una verità della quale in realtà era ormai già pienamente consapevole.
Quando Ashoka afferma che non addestrerà il Bambino, anche se vuole apparire pragmatica, è sinceramente scossa, perché teme che il piccolo, un giorno, possa trovarsi a rivivere i drammi e le tragedie affrontati nel jedi path anche e proprio da lei, la non Jedi.
La storia di questo magnifico personaggio ha ancora molto da raccontare e quello che vorrà riservarci il suo futuro, e l’imminente serie a lei dedicata, lo scopriremo vivendo perché ormai sappiamo che Ahoska (come del resto lo sono anche Favreau e Filoni) è tutt’uno con la Forza e la Forza è tutt’uno con Ashoka.
Da The Clone Wars, Stagione 7, Episodio 12: Vittoria e Morte (Part IV: Victory and Death)
Rex: ”Quindi che si fa? Ci apriamo la strada?”
Ashoka: “Sono troppi, e poi mai…farei loro del male…”
Rex: “Non vorrei essere brutale, ma a loro non interessa, la nave sta precipitando e quei soldati, i miei fratelli, sono pronti a morire portando te e me insieme a tutti loro!”
Ashoka: “Tu sei un buon soldato Rex, come ognuno di quegli uomini là sotto, sicuramente sono pronti a morire, ma altrettanto sicuramente non sarò io quella che li ucciderà.”
Signori e Signore: Ashoka Tano ovvero Star Wars.
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