Star Trek: Strange New Worlds 408: Kirk, il comando e il peso delle scelte

Star Trek: Strange New Worlds 408: Kirk, il comando e il peso delle scelte

Recensione dell’episodio 408: Kirk affronta una missione difficile e riscopre la figura del padre, tra comando e responsabilità.

Paramount ha pubblicato sulla sua piattaforma Streaming l’episodio 7 della Stagione 4 di Star Trek: Strange New Worlds dal titolo “Orders of Magnitude – Ordini di Grandezza”. Dal trailer sembrava che Strange New Worlds volesse regalarci un’altra puntata costruita attorno a una citazione della cultura pop. L’ambientazione del pianeta alieno faceva pensare a qualcosa di fantasy, quasi un viaggio nella Terra di Mezzo, con tanto di atmosfere alla Il Signore degli Anelli. E invece no.

Con l’ottavo episodio della stagione, Strange New Worlds torna decisamente nei canoni classici di Star Trek: una missione di soccorso, una trappola, una vendetta personale, una situazione apparentemente senza via d’uscita e, naturalmente, il gesto eroico che alla fine riesce a salvare tutti.

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Qualche citazione, naturalmente, rimane. Una, in particolare, mi ha fatto subito pensare a Star Trek VIRotta verso l’ignoto: l’idea di individuare una nave occultata seguendo le tracce lasciate dagli scarichi dei suoi motori.
Ma questa volta il vero tema dell’episodio non è la citazione cinematografica. È il comando e la responsabilità che comporta.

C’è una frase di Kirk che mi ha colpito particolarmente e che, personalmente, sento molto vicina alla mia esperienza: “Il destino di un capitano è, in fondo, quello di essere solo con le proprie decisioni.”

È una cosa che ho sempre tenuto a mente nella mia esperienza: La prima regola del comando è che è sempre colpa tua. Non significa che un comandante debba essere responsabile materialmente di ogni errore commesso dai propri collaboratori. Significa qualcosa di più importante: non ci si può nascondere dietro agli errori degli altri. È un principio che Star Trek conosce bene e che questa puntata riesce a raccontare senza trasformarlo in una lezione morale.

E Kirk, ancora una volta, dimostra di essere Kirk.

Non esistono situazioni senza via d’uscita. Almeno, finché lui è al comando. E, soprattutto, Kirk sa incassare da Dio. Ma è proprio attraverso Kirk che l’episodio ci porta a scoprire qualcosa in più sul suo passato e, soprattutto, su suo padre. La figura di George Kirk viene infatti completamente rivalutata.

Quello che era stato considerato un uomo pavido, un padre assente e qualcuno che non aveva saputo assumersi le proprie responsabilità, viene finalmente raccontato sotto una luce diversa. Non era un codardo. Era stato, piuttosto, vittima di una gigantesca forma di “mobbing stellare”.

E qui c’è un’altra riflessione che mi ha fatto sorridere amaramente: evidentemente le grandi organizzazioni non cambiano poi molto nemmeno nel XXIII secolo. Anche nello spazio, anche su una nave stellare, anche in un futuro nel quale l’umanità dovrebbe aver superato moltissime delle proprie miserie, troviamo ancora gerarchie, incomprensioni, pregiudizi e persone che possono essere messe ai margini da chi sta sopra di loro. È tremendamente umano.

Ma il tema più bello dell’episodio, per me, è quello del rapporto tra padri e figli. George Kirk si sacrifica per la carriera dei suoi figli. Eppure proprio quel sacrificio viene interpretato dai figli come assenza. È un meccanismo che conosciamo bene: giudichiamo i nostri genitori attraverso quello che vediamo e attraverso quello che avremmo voluto da loro, senza necessariamente conoscere le battaglie che hanno combattuto.

Poi la vita fa il suo corso. E forse è proprio quando diventiamo a nostra volta padri che iniziamo a comprendere certe cose. E quando diventiamo nonni, magari, le comprendiamo ancora meglio. I padri non sono mai esattamente come li abbiamo immaginati. Sono uomini, con le loro debolezze, i loro errori, le loro paure e le loro rinunce. E spesso scopriamo soltanto molto tempo dopo che quello che avevamo interpretato come disinteresse poteva essere, invece, una forma di sacrificio che non eravamo ancora capaci di comprendere.

È questo, alla fine, che rende l’ottavo episodio particolarmente riuscito. Sotto una storia di azione, inseguimenti, trappole e vendetta, Strange New Worlds costruisce un approfondimento importante della personalità di Kirk e del suo rapporto con il padre. E lo fa tornando a quello che Star Trek sa fare meglio: raccontare l’essere umano attraverso le avventure nello spazio.

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Una puntata tesa, avvincente e con un ottimo approfondimento dei personaggi. Siamo ancora una volta ad altissimi livelli. Cinque stelle. ⭐⭐⭐⭐⭐

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