A quasi cinquant’anni da Incontri ravvicinati del terzo tipo, Steven Spielberg torna a guardare il cielo con Disclosure Day, uscito nelle sale Italiane il 10 giugno scorso. Questo il nostro commento.
Disclosure Day parla di ciò che la nostra civiltà attende, e sicuramente teme, da sempre: la rivelazione dell’esistenza della vita extraterrestre e della presenza sul nostro Pianeta degli Alieni.
Il film – scritto a quattro mani da Spielberg insieme al suo fido David Koepp – si muove, appunto, su due percorsi paralleli che si intrecciano come filamenti di DNA. La sua narrazione è spinta fondamentalmente dal motore del complotto globale sul fenomeno UFO (oggi definito UAP “Unidentified Anomalous Phenomena”).
Disclosure Day: I due lati della storia
Da un lato abbiamo Daniel Kellner – interpretato da Josh O’Connor – un esperto di cybersicurezza che decide di portare alla luce i segreti della Wardex, un’organizzazione segreta che per decenni ha insabbiato le prove della presenza degli extraterrestri sulla Terra. Dall’altro lato vediamo la meteorologa Margaret Fairchild – il cui volto è quello di Emily Blunt – che, dopo un misterioso evento atmosferico, all’improvviso inizia a parlare fluidamente un’inquietante lingua aliena.
Non vi aspettate una massiccia presenza di UFO o creature aliene. In realtà la loro presenza è a dir poco centellinata, anche se viene magistralmente evocata:
- La fotografia concorre non poco in questo, giocando su cieli plumbei e opprimenti, mentre le inquadrature creano una costante sensazione di qualcosa che osserva i protagonisti dall’alto, anche quando ci troviamo in un semplice ambiente domestico.
- La Colonna Sonora risulta cupa, oscura, fatta di suoni elettronici e archi tesi, ma che esplode in sonorità quasi mistiche quando si avvicina un elemento extraterrestre. Un commento sonoro che sa amplificare sapientemente una minaccia latente.
La recitazione: La forza dei protagonisti
La forza del film sta nel contrasto delle interpretazioni. Emily Blunt offre una prova sensazionale, oscillando abilmente tra il terrore di una donna che perde il controllo del proprio corpo e la determinazione di chi capisce di essere l’anello di congiunzione tra due mondi distanti. Josh O’Connor incarna perfettamente il tipico eroe a cui Spielberg ci ha abituato. Non un super uomo alla “Rambo”, ma un ragazzo comune, vulnerabile e spaventato, guidato solo dai suoi principi morali. C’è da dire che, purtroppo, il resto del cast non sempre viene completamente messo a fuoco. Alcuni personaggi secondariinfatti, risultano sfumati e, comunque, non caratterizzati in maniera più profonda.
IN CONCLUSIONE
Disclosure Day è un thriller politico-fantascientifico che usa gli UFO come specchio delle nostre paure sociali: la segretezza dei governi, la difficoltà di comunicare e la gestione della verità. Spielberg firma un’opera matura, visivamente sontuosa e tematicamente densa che, pur perdendosi in un finale forse troppo idealista, rimette al centro del cinema la domanda più antica di tutte:
“Siamo davvero soli nell’Universo?“
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