Star Trek: Starfleet Academy: fine riprese S2, il futuro di Kurtzman e il nodo ascolti

Star Trek: Starfleet Academy: fine riprese S2, il futuro di Kurtzman e il nodo ascolti

Mentre si concludono i lavori a Toronto, il franchise affronta il bivio contrattuale di Alex Kurtzman e dati Nielsen e Luminate contrastanti.

Oggi, 21 febbraio 2026, si conclude ufficialmente un capitolo fondamentale per il nuovo corso di Star Trek. Con l’ultimo “ciak” battuto nei Pinewood Toronto Studios, la seconda stagione di Star Trek: Starfleet Academy entra formalmente in fase di post-produzione (questa è la data ufficiale, poi magari ci sono ancora alcune scene che dovranno essere girate). La scelta di girare la prima e la seconda stagione quasi consecutivamente (“back-to-back”) è stata una mossa audace della ex-Paramount+ e Alex Kurtzman, volta a ottimizzare i costi e garantire una narrazione fluida per i giovani cadetti protagonisti. Ma mentre gli attori lasciano il set nella speranza di una terza e quarta stagione come da piani preliminari, il peso della serie si sposta interamente, proprio sulle spalle del suo attuale direttore esecutivo, Alex Kurtzman.

Il contesto in cui ci muoviamo è unico nella storia del franchise. Kurtzman, che dal 2017 ha guidato l’espansione televisiva del brand (da Discovery a Picard, passando per i successi animati), si trova oggi a un bivio professionale. Il suo contratto quinquennale, rinnovato l’ultima volta nel 2021, scade proprio nel corso di questo 2026. Questo significa che nelle prossime settimane/mesi non si discuterà solo del futuro di una serie, ma dell’intera visione creativa di Star Trek per il prossimo decennio.

Il tavolo delle trattative con Paramount-Skydance

Il panorama aziendale è mutato radicalmente con l’acquisizione di Paramount da parte di Skydance nel 2025. Kurtzman dovrà sedersi al tavolo con il nuovo CEO David Ellison e con figure chiave come Chris Parnell (Executive VP per i contenuti originali). Sebbene Kurtzman abbia dichiarato in recenti interviste a testate come TheAnkler di non aver ancora discusso formalmente il rinnovo, i segnali sono misti.

Da una parte c’è l’entusiasmo di Parnell, che pare abbia approvato il pilota di Academy in meno di quindici minuti; dall’altra c’è la nuova filosofia Skydance, nota per una gestione dei budget estremamente oculata e un approccio “olistico” che punta a una fusione totale tra cinema e televisione. Kurtzman, pur non gestendo direttamente il lato feature film, preme per una sincronizzazione che eviti la frammentazione del brand, guardando già a progetti per il 2027 che vadano oltre la scadenza del suo attuale mandato. Poi altra incognita importante, c’è la questione acquisizione di Waner Bros da parte di Paramount, che se andasse a buon fine, potrebbe spostare budget di produzioni su franchise Warner più redditizi rispetto ad un brand come Star Trek che risulterebbe meno “potente” e con un pubblico più di nicchia rispetto ad altri titoli più forti di WB. Insomma tante dinamiche e variabili incombono sul futuro del franchise.

La guerra dei numeri: l’enigma degli ascolti tra Nielsen e Luminate

Il punto focale della trattativa con Skydance sarà l’analisi delle performance, che al momento offre due narrazioni diametralmente opposte.

1. Il “mistero” Nielsen

I dati Nielsen appena rilasciati per la settimana dal 19 al 25 gennaio (seconda settimana di messa in onda) mostrano che Starfleet Academy non è riuscita a entrare nella Top 10 dello streaming statunitense. Con il decimo posto occupato da The Upshaws a quota 416 milioni di minuti, la serie Trek risulta “non pervenuta”. Si tratta di un dato che farebbe pensare a una performance sottotono rispetto a Strange New Worlds o Discovery, che in passato avevano scalato le classifiche.

2. Il trionfo su Luminate

Tuttavia, i dati forniti da Luminate (leader nel tracciamento indipendente dell’industria) raccontano una storia di successo. Secondo l’analista Ted Linhart di TedOnTV, la serie ha raccolto ben 2,1 milioni di spettatori nei primi otto giorni per i primi due episodi.

  • Record del franchise: Questo numero è superiore alle medie stagionali complete di Star Trek: Picard (Stagione 3) e Strange New Worlds. Confrontando i soli primi due episodi, Academy è nettamente avanti, con un incremento di pubblico stimato del 60% rispetto ai debutti dei suoi predecessori.
  • Il confronto con Taylor Sheridan: Nonostante l’ottimo esordio, Academy continua a orbitare lontano dai numeri di corazzate come Landman o Yellowstone. Tuttavia, sta performando meglio di altri spin-off di punta come NCIS: Tony & Ziva.

Internazionalmente, il quadro è ancora più solido: la serie è stabilmente al 1° posto in Germania e domina le classifiche di SkyShowtime in Europa, dimostrando che il brand ha una forza globale che compensa l’attuale saturazione del mercato americano.

Guardando oltre i confini USA:

  1. Paramount+ Internazionale: La serie tiene botta, oscillando tra il 5° e il 6° posto tra i titoli più visti sulla piattaforma.
  2. Amazon Channels: Negli Stati Uniti, la serie ha toccato la 4ª posizione, dimostrando che il pubblico che accede a Trek tramite Prime Video è estremamente attivo.
  3. SkyShowtime e Mercato Europeo: In paesi come la Germania, la serie è saldamente al primo posto della Top 10 di FlixPatrol, confermando che il brand Star Trek ha una trazione globale che spesso compensa le flessioni del mercato nordamericano.

Chi comunque avrà i dati consolidati sarà Paramount e da quelli la stessa capirà che strada intraprendere.

Il futuro oltre il 2026 e la piaga del fandom tossico

Mentre Kurtzman cerca di armonizzare la visione televisiva con quella cinematografica (ora affidata a Jonathan Goldstein e John Francis Daley), deve fare i conti con un ambiente esterno sempre più polarizzato.

Nonostante i dati positivi di Luminate e l’entusiasmo della dirigenza, una parte rumorosa del pubblico — i cosiddetti fan tossici — continua a invocare la “dipartita” di Kurtzman. È una retorica che ignora la realtà industriale: questi detrattori hanno dimostrato negli anni di essere strutturalmente impossibilitati a farsi piacere qualsiasi nuova iterazione del franchise, tanto che, già ci sono lamentele sugli stessi nuovi produttori dei film Jonathan Goldstein e John Francis Daley. Tirando le somme, se anche Kurtzman venisse sostituito, il successore finirebbe immediatamente nel mirino delle stesse critiche preventive, sempre che lo stesso scrittore non sia ovviamente supportato da una parte di questi fan (ma non sarebbero comunque tutti), quindi comunque anche lui dovrebbe prepararsi alla ghigliottina mediatica.

Telegram Extra Trek - Star Trek All Series Channel

La battaglia per il rinnovo della serie e del contratto di Kurtzman non si combatterà dunque sui social media, ma sui fogli di calcolo di Skydance, dove la stabilità aziendale pesa molto più del rumore di fondo della rete. Detto questo, che Kurtzman resti, o meno, quel che dobbiamo augurarci da veri fan, è che Star Trek abbia ancora “lunga vita e prosperità” e che continui a raccontare nuove storie, visioni allegoriche dei nostri tempi attuali. Restiamo con le frequenze aperte per scoprire cosa ci riserberà il futuro.

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