Star Trek: Starfleet Academy Perché Vitus Reflux Incarna la Visione Originaria di Star Trek

Starfleet Academy: perché Vitus Reflux incarna la visione originaria di Star Trek

Con una riflessione più approfondita sui temi affrontati, vi diciamo perché il terzo episodio della nuova serie ben si incardina nel mondo creato di Gene Roddenberry

“Ma il terzo episodio di Starfleet Academy, Vitus Reflux ti è piaciuto?”.

Per rispondere potrei dilungarmi a lungo disquisendo di trama, personaggi o del formato ‘teen drama’ in chiave Trek. Ma resterei solo in superficie.

Perché in realtà, per quello che ho visto e letto tra le righe, dovrei scavare un po’ più in fondo e partire da un’altra domanda: cosa rappresenta l’universo di Star Trek? Soprattutto per i fan storici (come me), che lo seguono dalle origini e che quindi usano le serie del passato come parametri di riferimento per le nuove produzioni.

E solo dopo potrei chiedermi: questo episodio incarna in pieno lo spirito di Star Trek così come concepito da Gene Roddenberry?

Starfleet Academy: Vitus Reflux incarna la visione di Roddenberry?

Una premessa: chiaramente questa analisi è ristretta al solo terzo episodio di Starfleet Academy, perché al momento è ancora presto per estendere il discorso all’intera serie.

Guardandolo su Paramount+, Vitus Reflux mi ha spinto a riflessioni più profonde: cosa cerco davvero in un episodio di Star Trek e che risposte mi dà?

Primo spunto di riflessione: utilizzare la finzione ambientata nel futuro per raccontare in realtà il presente

Star Trek, per Roddenberry, era un’allegoria degli anni ’60 travestita da avventura spaziale: le razze aliene e i loro conflitti rispecchiavano la Guerra Fredda, il Vietnam, il razzismo e le tensioni geopolitiche dell’epoca. Il superamento del sistema basato sul denaro per venire incontro alle proprie esigenze e l’equipaggio multietnico servivano proprio a mostrare un modello di civiltà più matura, che ha imparato dai propri errori storici e sceglie cooperazione e responsabilità etica al posto del dominio.

In ‘Vitus Reflux’ – al netto della trama principale che vede l’addestramento e lo scontro con i ragazzi dell’altra scuola – gli autori fanno lo stesso: traggono spunto dal presente per proiettarlo in un futuro immaginario ancora più lontano di quello scelto da Roddenberry.

Proprio come negli anni ’60 Star Trek usava i Klingon per rappresentare la Guerra Fredda, qui la rivalità tra l’accademia della Flotta Stellare e il College della Guerra trae spunto dall’attuale contrapposizione tra la visione progressista e quella sovranista-colonialista di stampo trumpiana, per mostrare come valori cooperativi e umanisti trionfino sull’aggressività unilaterale.

Da un lato quindi abbiamo inclusivismo, empatia, pensiero ed agire collettivo, rispetto per l’avversario (Accademia/visione progressista che sogna un mondo alla “Roddenberry degli anni ’60); dall’altro forza bruta, individualismo, menefreghismo, egocentrismo e prepotenza (College della Guerra/visione sovranista-neocoloniale che vuole imporre la sua visione del mondo, il suo potere prevaricante).

Secondo spunto di riflessione: i valori della visione del futuro roddenberriano

Attraverso la Federazione, Gene immaginò un futuro in cui l’umanità ha superato povertà, nazionalismi e discriminazioni, e in cui esplorazione, dialogo e rispetto della diversità diventano i valori guida.

Tornando all’episodio di Starfleet Accademy, cosa ricaviamo dalla “lezione” che gli allievi della Flotta impartiscono a quelli del College della Guerra? Possiamo vedere con quale trasporto il cancelliere Ake (Holly Hunter, autrice di un’interpretazione riuscita e molto sentita) dispensa i valori su cui va incardinata la ‘nuova’ Flotta Stellare: il rispetto per l’avversario, il dialogo e l’empatia, la resilienza.

Il tutto risponde ad una società “allo sbando” che perde umanità – eco (purtroppo) della nostra realtà.

Ultimo spunto: il messaggio ai giovani

Star Trek era un prodotto che in qualche modo parlava ai giovani degli anni ‘60, e il suo messaggio è stato poi recepito anche dalle generazioni successive attraverso i film e le serie prodotti dopo.

Nel corso degli ultimi decenni, quel messaggio si è un po’ perso. Starfleet Academy si pone quindi come un prodotto rivolto ad un target diverso da quello che già conosce l’universo di Star Trek anche per un motivo preciso (oltre a quello, più banale di ampliare la conoscenza del franchise): aprirsi ai giovani di oggi per ricordare quei valori di un tempo che ora sembrano inevitabilmente sbiaditi.

Valori che ci fanno guardare al futuro con più ottimismo rispetto al prevalere di guerre e prevaricazioni.

Per tutta questa serie di motivi possiamo quindi definire Vitus Reflux quanto mai attuale.

Starfleet Academy, Vitus Reflux: due Sì decisivi

Quindi, tornando alla domanda “Vitus Reflux incarna lo spirito originale dello Star Trek di Roddenberry?”, la risposta non può che essere ‘sì’.

E risalendo al quesito iniziale (“Ti è piaciuto questo episodio?”) la risposta, anche qui, non può che essere un altro ‘sì’, proprio per i motivi finora esposti.

Con il sentito auspicio che possa trattarsi non solo di un episodio isolato, ma diventi la linea guida della stagione e oltre.

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E voi, fan di Star Trek, che ne pensate?

La nostra live di discussione dell’episodio Vitus Reflux

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