Un'immagine composta che mostra l'attore Karim Diané: a sinistra nei panni di un Klingon per la serie "Star Trek: Starfleet Academy", con trucco prostetico e dreadlocks; a destra, l'attore in un ritratto reale con un elegante completo e una pelliccia sintetica viola.

Karim Diané: il nuovo Klingon di Star Trek: Starfleet Academy tra sfide e Holly Hunter

…svelando i segreti del suo personaggio guaritore, le difficoltà del costume refrigerato e l’incredibile supporto ricevuto dalla community e dal cast.

Una delle novità più intriganti introdotte nella serie Star Trek: Starfleet Academy è senza dubbio rappresentata da Karim Diané, l’attore che presta il volto a Jay-Den Kraag. Il suo personaggio si distingue immediatamente nel panorama trekkiano: è l’unico cadetto Klingon presente all’Accademia, ma con una particolarità che rompe gli schemi tradizionali. Fin dal primo incontro con Jay-Den nell’episodio pilota, scopriamo che la sua vera vocazione non è il campo di battaglia, bensì la medicina e la scienza, dimostrando una certa riluttanza verso la classica vita da guerriero. Durante il recente evento di presentazione della serie per i giornalisti, svoltosi sul “tappeto blu” del Museo di Storia Naturale di New York, l’attore ha condiviso numerosi dettagli sulla sua esperienza. È stato proprio durante questo evento che Diané ha concesso una lunga intervista a TrekMovie.

La costruzione della voce: come imparare una nuova canzone

Uno degli aspetti tecnici più complessi per Diané è stato modulare la sua voce naturale per raggiungere i toni bassi e cavernosi tipici di un Klingon. Essendo anche un cantante, l’attore ha approcciato questa sfida come se stesse imparando una nuova canzone. All’inizio, il processo consisteva nel capire dove posizionare il tono, sperimentando se fosse necessario salire o scendere, esattamente come si farebbe con delle note musicali. Per raggiungere il risultato finale, Diané si è sottoposto a dozzine di ore di solo lavoro vocale (“straight voicework”). Un allenamento intensivo che ha dato i suoi frutti: ora si sente completamente a suo agio e riesce a entrare e uscire dal personaggio vocalmente con estrema facilità, divertendosi molto nel farlo.

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Il peso dell’eredità e l’abbraccio della community

Interpretare una specie leggendaria come i Klingon comporta inevitabilmente una pressione notevole. Diané ha ammesso che, inizialmente, sentiva il peso del confronto con icone come Michael Dorn (Worf) e la storia stessa della specie. Sarebbe stato sciocco, ha confessato, non comprendere la gravità del ruolo. Tuttavia, questa ansia si è trasformata in puro divertimento grazie all’interazione diretta con i fan. L’attore è stato invitato dal “Klingon community” al Fan Expo in Ontario. Sebbene fosse nervoso all’idea di incontrare quel gruppo — che lui descrive con entusiasmo dicendo “I Klingon sono reali! Sono persone reali!” — l’accoglienza è stata calorosa e incoraggiante. I fan lo hanno spinto a essere se stesso e a offrire la sua versione personale del personaggio, dandogli quel “vento in poppa” necessario per godersi l’esperienza.

Ritratto di Jay-Den Kraag, un Klingon in uniforme di Starfleet Academy, con dettagli sulle sue caratteristiche: Assegnazione USS Athena, Specie Klingon, Focus Scienze.
Jay-Den Kraag (Karim Diané), un giovane Klingon che sogna di diventare ufficiale medico;

Guaritori vs Guerrieri: espandere la mitologia

Un punto focale della discussione ha riguardato la natura del suo personaggio: un guaritore. Quando gli è stato chiesto se questo ruolo “rompesse” l’eredità Klingon, Diané ha corretto il tiro, affermando che in realtà la sta “arricchendo”. La sua logica è ineccepibile: anche in una razza guerriera che passa il tempo a combattere, qualcuno deve pur esserci per curare le ferite. I guaritori Klingon sono sempre esistiti sullo sfondo; questa serie rappresenta semplicemente la prima volta in cui viene posta una lente d’ingrandimento su di loro, permettendo al pubblico di esplorare questo aspetto inedito della loro società.

L’ansia sul set e il supporto di Holly Hunter

Nonostante l’entusiasmo, Diané non ha nascosto le sue fragilità. Essendo un attore relativamente nuovo, si è trovato a gestire quello che definisce il ruolo dei sogni, il progetto più grande della sua carriera. Questo ha portato nervosismo, amplificato dal dover interpretare qualcosa di molto lontano dalla sua natura: voce alterata, aspetto diverso, camminata modificata. L’ansia lo portava a chiedersi costantemente: “Sembra giusto? Qualcuno ci crederà?”. In questo frangente, Holly Hunter è stata fondamentale. L’attrice premio Oscar lo ha aiutato a centrarsi e a rimanere con i piedi per terra. Diané ha ricordato un momento dolce sul set in cui la Hunter lo ha preso da parte durante una scena per dirgli semplicemente: “Ehi, sai una cosa? Stai facendo un lavoro fantastico”. Ricevere una tale validazione da un’icona del cinema gli ha infuso la fiducia necessaria per credere in se stesso.

Le sfide del costume: muscoli finti e sistemi di raffreddamento

Parlando degli aspetti più pratici, si è toccato il tasto dolente delle uniformi. Sebbene Diané le definisca esteticamente “carine”, ha confermato che non offrono una grande libertà di movimento. La situazione è complicata dal fatto che, sotto l’uniforme, l’attore indossa una “muscle suit” (una tuta muscolare) per apparire più grosso, alto e forte, il che rende il tutto ancora più costrittivo. Oltre alla mobilità ridotta, il problema principale è il calore. La produzione ha dovuto prendere provvedimenti seri: sotto la tuta è stato installato un vero e proprio sistema di raffreddamento per regolare la temperatura corporea dell’attore. “Non è un gioco”, ha scherzato Diané, sottolineando però che col tempo ci si abitua e ora si sente abbastanza comodo.

Karim Diane in piedi, con un'uniforme futuristica e capelli lunghi intrecciati, in un ambiente illuminato al neon.
Il personaggio di Karim Diane (Jay-Den Kraag) in Star Trek: Starfleet Academy . Brooke Palmer/Paramount+

L’atmosfera sul set con Jonathan Frakes

L’intervista si è conclusa con un commento sulla regia di Jonathan Frakes. Diané lo ha descritto come una persona incredibilmente divertente, capace di disarmare gli attori e guadagnarsi immediatamente la loro fiducia grazie alla sua simpatia. Frakes riesce a creare un ambiente di lavoro sicuro e piacevole, ricordando costantemente al cast che stanno “creando magia” e che l’esperienza deve essere divertente. Questo approccio, secondo Diané, è fondamentale per non perdere la gioia del fare cinema, un elemento che su altri set rischia talvolta di svanire.

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Star Trek: Starfleet Academy debutterà su Paramount+ giovedì 15 gennaio 2026 con i primi due episodi, per una stagione composta complessivamente da dieci puntate. I successivi episodi saranno rilasciati singolarmente a cadenza settimanale.

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