Star Trek: Discovery – La recensione di Quella speranza sei tu

Finalmente! A distanza di circa 18 mesi dalla fine della seconda stagione,  dal 16 ottobre scorso è in distribuzione su Netflix il primo episodio della nuova stagione di Star Trek: Discovery, intitolato “Quella speranza sei tu – parte 1”.

Quella Speranza sei tu è stato diretto dall’ormai veterano Trek Olatunde Osunsanmi, e scritto da Michelle Paradise, Jenny Lumet e Alex Kurtzman.

Iniziamo col dire che questo primo capitolo può essere definito di rottura, rispetto a quanto Star Trek: Discovery ci aveva sin dall’inizio abituato, risultando sicuramente meno oscuro, ironico, frizzante, e assolutamente luminoso, con delle ambientazioni esterne girate in terra d’Islanda a dir poco affascinanti.

L’incipit, attraverso una colonna sonora classicheggiante di sicuro effetto, ci presenta “Aditya Sahil” interpretato dall’attore di origini indiane Adil Hussain il quale, già in pochi minuti e nel breve incontro con Burnham, è riuscito a dare un’impronta emozionante e intensa al suo personaggio. Altra new entry è David Ajala che interpreta il simpatico e misteriosoCleveland Booker, probabilmente destinato ad avere un ruolo chiave nell’intera stagione.

Altra cosa che ci è piaciuta molto è quella di aver visto – aggiungiamo finalmente – Michael Burnham ridere e avere atteggiamenti frivoli (anche se sotto sostanze psicotrope), oltre a razze extraterrestri a noi familiari già ai tempi della TOS, anche se leggermente rivisitate e non pesantemente ristrutturate, come è successo con gli odiati Klingon.

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Come innanzi appena accennato, l’episodio risulta scorrevole e dall’andamento veloce, frizzante, carico di simpatica ironia, e con la presenza di situazioni paradossali, che ben ci fanno sperare in una show caratterizzato da uno spirito di certo più positivo. 

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