Da venerdì 12 aprile è in pubblicazione il tredicesimo capitolo della seconda stagione di Star Trek: Discovery, intitolato “Un dolore così dolce”, queste le nostre considerazioni.
“Un dolore così dolce” è stato diretto da Olatunde Osunsanmi e scritto a sei mani da Michelle Paradise, Jenny Lumet e Alex Kurtzman.
Ricordiamo che Olatunde Osunsanmi nella prima stagione è stato il regista di “Al Coltello del Macellaio non Interessa il Lamento dell’Agnello” e “Il Passato è il Prologo”, mentre nella stagione presente ha diretto “Punto di Luce”, oltre allo short “Calypso”, legato molto probabilmente alla sorte futura della USS Discovery.
Ci troviamo purtroppo alla fine di questa stagione, incentrata soprattutto nel cercare di sincronizzarsi con un canon assodato e legata fortemente alla TOS, faro illuminate di qualsiasi altra serie venuta dopo.
Un legame trovato grazie ad un personaggio considerato nella serie classica come marginale, ma qui interpretato magistralmente da Anson Mount, il quale ha saputo creare, supportato certamente da una superba scrittura, un grande Capitano che, autocitandoci, “ha fatto delle sue paure ed insicurezze il motore della sua forza”.
E’ chiaro che questo capitolo, prima parte di una conclusione che si prospetta esaltante e nel contempo drammatica, deve essere considerato assolutamente preparatorio, ma ciò non mina, neanche in minima parte, la sua concretezza ed importanza.
“Un dolore così dolce” apre i nostri cuori all’irruenza di un fiume in piena, carico di forti emozioni. Pathos, coralità, amicizia, sacrificio sono alcune delle componenti essenziali di questo intenso episodio.
L’insegnamento vulcaniano “Le esigenze dei molti contano più di quelle dei pochi…” qui si fonde ad un famoso motto. “Tutti per uno, uno per tutti!”, usato da Alexandre Dumas per sottolineare quanto una forte amicizia possa superare qualsiasi legame ed interesse terreno.
Bello è anche aver potuto assistere ad un ritrovato affetto, se mai perduto, tra i due fratelli adottivi, l’uno accanto all’altro in un vero e proprio salto nel buio. Anche se, come sappiamo, il Sig. Spock dovrà sicuramente farne ritorno.
Grande importanza è stata data ad un personaggio, purtroppo visto poco ma ora reso portante ed intenso. Stiamo parlando di Tig Notaro nei panni dell’Ing. Jet Reno.
Un momento emozionante da sottolineare è stato quello della visione della mitica USS Enterprise NCC 1701, ma soprattutto del suo interno, riprodotto in maniera stupefacente, seppur aggiornato nel designer, ma abbastanza fedele all’originale.
Grandissima, come sempre, la nostra Michelle Yeoh, nei panni di Philippa che, anche con la semplice espressione del volto e con una piccola battuta, riesce ad essere sarcastica ed insieme divertente: “arancione?…”
Un momento toccante ed estremamente commovente è stato il saluto di congedo dell’amato Capitano Pike all’equipaggio della USS Discovery, come toccante e commovente è stato l’addio tra la motivata e tostissima Michael Burnham ed un ritrovato umano Ash Tyler.
Non ci resta che aspettare il prossimo 19 aprile per la visione di una conclusione devastante e probabilmente destabilizzante, con una Burham diventata consapevole di avere nella sue mani non solo il suo destino, ma anche quello di tutto l’universo senziente.
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