Viaggio in fondo al mare

Viaggio in fondo al mare: Daisy Ridley e Akiva Goldsman guidano il reboot della serie cult

Paramount+ e Legendary Television, con al timone Akiva Goldsman e per la regia di Matt Shakman, stanno preparando il reboot di un cult televisivo degli anni ’60 firmato da Irwin Allen: stiamo parlando di “Viaggio in Fondo al Mare”. Al comando dell’iconica USS Seaview troveremo l’affascinante Daisy Ridley.

C’è un filo conduttore invisibile ma fortissimo che lega la grande fantascienza televisiva degli anni Sessanta alla serialità di oggi. Prima ancora che la Flotta Stellare prendesse il largo tra le stelle, c’era chi esplorava “l’ultima frontiera” restando ben saldo sul nostro pianeta, ma scendendo nelle sue profondità più insondabili. Parliamo di Viaggio in fondo al mare (Voyage to the Bottom of the Sea).

Oggi quel cult assoluto, ideato dal maestro dell’avventura Irwin Allen, si prepara a tornare in superficie grazie a Paramount+ e Legendary Television, che hanno annunciato un reboot ad altissimo budget firmato da due pesi massimi dell’intrattenimento contemporaneo: Akiva Goldsman e Matt Shakman.

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Daisy Ridley solcherà i mari al comando della USS Seaview

Come avevamo già parlato in maniera sintetica in un nostro precedente articolo, questo progetto rientra nell’ampio piano di Goldsman e Legendary di riportare alla luce i grandi classici di Allen — un’operazione d’architettura sci-fi che coinvolge anche i reboot di “Kronos – Sfida al Passato” (The Time Tunnel) e “La Terra dei Giganti” (Land of the Giants).

A guidare questa nuova spedizione negli abissi sarà Daisy Ridley. L’attrice, divenuta un’icona sci-fi per il ruolo di Rey in Star Wars, vestirà qui i panni ed eseguirà la produzione esecutiva di una reimmaginata Lee Crane. Un cambio di prospettiva stimolante rispetto all’originale interpretato da David Hedison, che cala il personaggio in un contesto narrativo decisamente più intimo e misterioso.

La nuova Lee Crane è un’esperta oceanografa la cui vita è stravolta dalla tragica e mai chiarita scomparsa della sorella gemella durante una spedizione nell’Artico. Nel tentativo di scoprire la verità, un programma governativo top secret recluta la nostra protagonita, portandola direttamente sul ponte di comando della USS Seaview.

Daisy Ridley
Daisy Ridley

USS Seaview: un enigma tra tecnologia e Atlantide

Il sottomarino non sarà un semplice veicolo di trasporto, ma un vero e proprio enigma al centro della trama. La Seaview viene infatti rinvenuta incastonata nei ghiacci polari, ricoperta da simboli indecifrabili appartenenti a una storia umana mai documentata. A rendere il tutto ancora più intrigante è il fatto che la nave sembra risvegliarsi dal suo torpore tecnologico solo quando l’esperta oceanografa varca la sua soglia.

Incastrata tra giochi di potere governativi e un equipaggio ad alta tensione, Lee guiderà il sottomarino in missioni ad alto rischio negli oceani di tutto il mondo. L’obiettivo? Contenere strane forze e anomalie che stanno filtrando nel nostro mondo, svelare capitoli cancellati della memoria collettiva e fare luce sul mito perduto di Atlantide.

Il DNA in comune con Star Trek: una formula collaudata

Per i fan della fantascienza d’autore, le affinità tra il reboot di Viaggio in fondo al mare e l’universo di Star Trek vanno ben oltre la semplice condivisione della piattaforma streaming Paramount+. La USS Seaview, infatti, rappresenta per gli abissi ciò che la USS Enterprise è per lo spazio: un’imbarcazione iconica, autosufficiente e tecnologicamente avanzata dove un equipaggio esplora l’ignoto, affrontando anomalie e minacce facendo leva sul lavoro di squadra e sulla disciplina militare. La serie, inoltre, punta a fondere il fascino dell’esplorazione scientifica attraverso anomalie temporali, creature sconosciute e civiltà perdute, portando in fondo al mare le dinamiche tipiche dei viaggi interstellari.

Ma il legame più stretto di Viaggio in Fondo al Mare con l’originaria creatura di Gene Roddenberry risiede nelle menti dietro al progetto. Akiva Goldsman (Strange New Worlds, Picard) curerà la sceneggiatura e la produzione. Alla regia c’è Matt Shakman (WandaVision, Fantastici Quattro: Gli Inizi), già individuato come regista in un progetto cinematografico mai realizzato di Star Trek.

Un parallelo storico tra le serie sci-fi cult anni ’60

Nel 1964, Viaggio in fondo al mare dimostrò per prima che la fantascienza d’avventura per un pubblico adulto poteva conquistare la primaserata TV, spianando idealmente la strada all’arrivo di Star Trek due anni dopo.

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Oggi il cerchio si chiude: il modello narrativo che ha rilanciato con successo la saga spaziale viene applicato per far risorgere il capolavoro di Irwin Allen, dimostrando che la meraviglia per l’ignoto si cela tanto tra le stelle quanto nelle misteriose profondità dei nostri oceani.

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