Star Trek: Strange New Worlds 407: una soap opera tra citazioni di Star Trek

Star Trek: Strange New Worlds 407: una soap opera tra citazioni di Star Trek

Strange New Worlds gioca con soap opera, Boris e Baby-Q, ma dietro la parodia emergono rimpianti, desideri e possibilità perdute.

Paramount ha pubblicato sulla sua piattaforma Streaming l’episodio 7 della Stagione 4 di Star Trek: Strange New Worlds dal titolo “Like Chronitons Through the Hourglass – Come cronotoni attraverso la clessidra”Dopo la parentesi più tradizionalmente del sesto episodio, la serie torna a fare quello che ormai sembra essere diventato uno dei marchi di fabbrica di questa quarta stagione: prendere la cultura pop, frullarla ben bene e servirla agli spettatori sotto forma di episodio di Star Trek.

Questa volta, però, il riferimento è talmente evidente che mentre guardavo la puntata mi è venuto spontaneo pensare alla serie-culto Boris.

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Sì, proprio “Gli occhi del cuore”, ma un cuore Vulcaniano!

Luci soffuse, fotografia esageratamente “smarmellata”, recitazione da cani, personaggi tormentati e soprattutto medici che soffrono tantissimo. Manca soltanto qualcuno che urli: «Dai, dai, facciamola più intensa!».

L’equipaggio dell’Enterprise, complice il gioco decisamente capriccioso di un Baby-Q, si ritrova infatti trasformato nei protagonisti di una gigantesca soap opera. Anzi, più che una semplice soap opera, sembra quasi di essere finiti dentro una puntata di Un posto al Sole… Nero.

E anche questa volta Strange New Worlds dimostra di divertirsi moltissimo con il proprio pubblico. Ma, naturalmente, non potevano mancare le autocitazioni trekker. La più clamorosa riguarda Sybok.

Il fratellastro di Spock, già visto in Star Trek V – L’ultima frontiera, torna qui in una versione decisamente più audace rispetto a quella cinematografica. La sua capacità di condividere il dolore degli altri diventa infatti il pretesto per trasformarlo praticamente in una specie di Gabriel Pontello, l’eroe alieno di Supersex.

È un pezzo da antologia. Soprattutto quando la macchina da presa decide di indugiare sul suo primo piano, mettendo in bella evidenza quella mascella che lo fa assomigliare in modo inquietante a un Ridge Forrester del quadrante Beta. A quel punto è davvero difficile rimanere seri.

Ma la puntata nasconde anche una citazione molto più interessante e, questa volta, decisamente più malinconica. La cosiddetta “figlia vera” di Pike rappresenta infatti ciò che il capitano avrebbe potuto avere, ma che non ha mai avuto. È il tema delle possibilità alternative, delle vite che avrebbero potuto essere e non sono state. E qui il pensiero corre immediatamente a Star Trek: Generazioni e al Nexus, quel luogo nel quale era possibile vivere una realtà costruita attorno ai propri desideri, ai propri ricordi e a ciò che si sarebbe voluto avere.

Il riferimento ritorna anche nel dialogo finale tra Spock e La’an.

Forse hai visto ciò che volevi vedere.

Una frase che, oltre a chiudere la vicenda, richiama proprio quella domanda fondamentale: quanto di ciò che vediamo è realmente accaduto e quanto invece è ciò che desideriamo vedere?

Ed è qui che, dietro la gigantesca parodia della soap opera, emerge ancora una volta il lato più serio dell’episodio.

Perché Strange New Worlds continua a divertirsi con i generi, ma non dimentica mai i suoi personaggi. Dietro le luci soffuse, le facce tormentate, le mascelle esagerate e le situazioni da telenovela c’è sempre qualcuno che deve fare i conti con ciò che avrebbe potuto essere. Ed è forse questa la cosa più riuscita dell’episodio: la capacità di prendere una premessa completamente assurda e utilizzarla per parlare di desideri, rimpianti e possibilità perdute.

Insomma, siamo partiti da Gli occhi del cuore, siamo passati per Un posto al Sole, abbiamo incontrato Gabriel Pontello, Ridge Forrester, Sybok e un Baby-Q… E alla fine ci siamo ritrovati a parlare del Nexus.

Non so voi, ma io comincio seriamente a pensare che sull’Enterprise di Pike nei condotti di ventilazione circoli qualcosa di molto, molto strano. E ormai Spock non mi convince più: quello che fuma lui deve essere roba di prima qualità.

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