Star Trek: Strange New Worlds 406 "Fuori Orario" – L'anima dell'Enterprise

Star Trek: Strange New Worlds 406 – L’anima dell’Enterprise – Recensione

Questa settimana, Strange New Worlds torna allo Star Trek più classico con un’avventura spaziale tra citazioni, tecnologia, filosofia e l’anima dell’Enterprise nell’episodio intitolato “Fuori Orario”. – ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Paramount ha pubblicato sulla sua piattaforma Streaming l’episodio 6 della Stagione 4 di Star Trek: Strange New Worlds dal titolo “Off-Hour – Fuori Orario”. Dopo cinque episodi nei quali la serie ha giocato apertamente con la cultura pop, il cinema, il bianco e nero, la psichedelia e perfino i Muppet, con il sesto episodio della quarta stagione si torna finalmente nei ranghi. Ma attenzione: tornare nei ranghi non significa affatto rinunciare alle citazioni.

Il ritorno allo Star Trek più classico

Questa volta Strange New Worlds torna a proporci una storia molto più vicina allo Star Trek che conosciamo, con un’avventura spaziale che mette l’equipaggio dell’Enterprise davanti a una situazione apparentemente senza via d’uscita.

Star Trek: Youtube Italia | Extra Trek - All Series Channel

Cavitazione e collettori di Bussard

E proprio qui arriva una delle autocitazioni più evidenti: la cavitazione, già vista in Star Trek: The Motion Picture.Ma questa volta c’è una differenza importante. Non si tratta semplicemente di aspettare che la situazione passi, affidandosi alla tecnologia o alla fortuna. Grazie a Chapel, l’equipaggio trova un modo per uscire da una situazione potenzialmente distruttiva. Ed è un altro piccolo tassello che conferma quanto questa serie ami dialogare con la propria storia.

Poi ci sono i collettori di Bussard, che questa volta vengono utilizzati praticamente come degli aspirapolvere stellari. L’idea non è certo nuova nel mondo trekker: nel corso delle varie serie abbiamo già visto più volte questi giganteschi collettori assumere funzioni decisamente creative rispetto a quello che ci aspetteremmo da un componente dell’Enterprise. E funziona proprio perché Star Trek ha sempre avuto questa capacità: prendere un elemento tecnico dell’universo narrativo, magari apparentemente secondario, e trasformarlo in uno strumento fondamentale per risolvere una situazione impossibile.

Ghost in the Machine: l’Enterprise ha un’anima?

Ma il cuore dell’episodio, almeno per me, è un altro. Ghost in the machine. Il fantasma nella macchina.

E qui le citazioni diventano molteplici. Mi è venuto immediatamente in mente il disco dei Police, Ghost in the Machine, ma il concetto è molto più antico. I latini parlavano di Deus ex machina, mentre l’episodio ci porta verso una domanda decisamente più affascinante:

L’Enterprise ha un’anima?

Tra shintoismo, Harry Potter e cultura pop

La risposta viene costruita anche attraverso un riferimento allo Shintoismo, secondo il quale anche gli oggetti possono essere abitati da una sorta di spirito. È un’idea che si sposa perfettamente con il modo in cui Star Trek ha spesso rappresentato le proprie astronavi: non semplici macchine, ma luoghi che diventano quasi dei personaggi attraverso le persone che le abitano, le esperienze che hanno vissuto e i ricordi che conservano.

E qui arriva anche una piccola, curiosa citazione positiva di Harry Potter. L’idea di un’anima o di una parte di essa conservata all’interno di un oggetto ricorda inevitabilmente gli Horcrux, gli oggetti nei quali Voldemort aveva nascosto parti della propria anima. Naturalmente il significato è completamente diverso, ma il richiamo è divertente e dimostra ancora una volta quanto sia difficile guardare Strange New Worlds senza cominciare a riconoscere riferimenti praticamente ovunque.

Sotto tutto questo c’è ancora Star Trek

Dopo cinque puntate nelle quali Strange New Worlds sembrava quasi volerci dimostrare quanto potesse divertirsi con i generi e con la cultura pop, il sesto episodio ci ricorda che sotto tutto questo c’è ancora il vecchio, buon Star Trek. Un’avventura spaziale, un problema apparentemente irrisolvibile, la tecnologia utilizzata in modo creativo, una componente filosofica e, soprattutto, i rapporti tra le persone.

Questa volta niente Muppet, niente bianco e nero, niente psichedelia. Si torna sull’Enterprise. Ma anche quando torna nei ranghi, Strange New Worlds continua a trovare qualcosa di interessante da raccontare. E per me resta ad altissimi livelli.

Informazioni Autore

Lascia un commento