Starfleet Academy: Hunter e Giamatti raccontano la loro elettrizzante chimica

Starfleet Academy: Hunter e Giamatti raccontano la loro elettrizzante chimica

dove interpretano rispettivamente Capitano e villain, condividendo aneddoti su costumi, ispirazioni e le sorprese reazioni degli amici ai loro nuovi ruoli.

È surreale vedere icone come Holly Hunter e Paul Giamatti protagonisti di Star Trek: Starfleet Academy. Lei interpreta il Capitano Nahla Ake, cancelliere dell’Accademia e comandante della USS Athena, mentre lui veste i panni di Nus Braka, antagonista della prima stagione e pirata ibrido Klingon-Tellarita.

Durante l’evento stampa post-première, riportato dalla fonte Trekmovie, i due hanno svelato le reazioni dei colleghi ai loro ingaggi. Se per la Hunter prevale lo stupore degli amici nel saperla al comando, Giamatti racconta l’invidia di molti altri attori, curiosi di sapere se reciti sotto una maschera aliena e desiderosi di un’opportunità simile.

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Paul Giamatti nel ruolo di Nus Braka e Holly Hunter nel ruolo della Rettrice Nahla Ake in "Star Trek: Starfleet Academy". Credito:Brooke Palmer/Paramount+
Paul Giamatti nel ruolo di Nus Braka e Holly Hunter nel ruolo della Rettrice Nahla Ake in “Star Trek: Starfleet Academy”. Credito:Brooke Palmer/Paramount+

Un metodo di lavoro condiviso

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’intervista è la singolare dinamica lavorativa che si è creata tra i due durante le riprese delle scene più intense. Entrambi hanno scoperto di condividere un’abitudine rara tra gli attori: restare sul set tra un ciak e l’altro invece di ritirarsi nei camerini. La Hunter ha descritto questo comportamento come un “aggirarsi” furtivo, quasi uno stalking, spiegando di sentirsi invisibile e a suo agio mentre osserva la troupe al lavoro.

Giamatti ha confessato di non aver mai incontrato un’altra collega che facesse lo stesso. Per lui, rimanere nell’ambiente delle riprese è fondamentale per mantenere la connessione, ma ha attribuito gran parte del merito alla Hunter. Ha descritto la presenza della collega come una fonte di energia vitale, definendo la collaborazione con lei come una vera e propria “scossa elettrica” che alimentava le sue performance, specialmente nelle scene faccia a faccia.

Ispirazioni Trek e libertà fisica

Durante l’intervista c’è stato spazio anche per parlare del retaggio di Star Trek. Mentre Holly Hunter ha familiarità principalmente con la Serie Originale, Giamatti si è rivelato un appassionato più profondo, citando il Capitano Benjamin Sisko di Deep Space Nine come una delle sue figure preferite. Ha elogiato la complessità del personaggio e la performance di Avery Brooks, spiegando alla collega l’affascinante missione religiosa e il viaggio interiore che caratterizzano quel ruolo.

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Infine, il duo ha discusso della fisicità dei loro personaggi. Entrambi hanno lodato il design dei costumi, che permette una mobilità quasi illimitata. Questo comfort ha permesso scelte recitative audaci: la decisione di far recitare il Capitano Ake a piedi nudi è stata un’idea degli showrunner Alex Kurtzman e Noga Landau, accolta con entusiasmo dalla Hunter. Tuttavia, è stata l’attrice stessa a decidere i movimenti peculiari e continui sulla sedia del capitano, una scelta stilistica che Giamatti ha apprezzato molto, notando come il pubblico rimarrà colpito da questa interpretazione fisica e non convenzionale del comando.

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